Lavoro, il presidente dell’Istat contro il governo: sbandiera risultati inesistenti

È scontro frontale tra Istat e governo sui dati dell’occupazione. «Abbiamo assistito a un caos poco edificante», ha detto il presidente dell’Istituto di statistica Giorgio Alleva, dicendosi «molto preoccupato» quando sul lavoro vede «sbandierare dati positivi dello 0,1%, anche perché poi, come si è visto portano a fare dietrofront il mese dopo».

Sul lavoro «approssimazioni non accettabili»

Secondo Alleva, «il governo fa il suo mestiere», ma «quelli forniti dal ministero del Lavoro e dall’Inps sono dati di fonte amministrativa, non “statistiche”». Per questo, secondo il presidente dell’Istat, intervistato da Il Fatto quotidiano, «valutare il saldo tra attivazioni e cessazioni dei contratti come se fosse un aumento di teste, cioè di occupati, è una approssimazione non accettabile». Dunque, una smentita netta dei successi rivendicati dal governo e in particolare dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, accusati sostanzialmente di giocare coi numeri per meri scopi politici.

Il fallimento del programma “Garanzia Giovani”

E un giudizio negativo, basato sull’osservazione dei numeri, Alleva lo dà anche del programma Garanzia Giovani, che dovrebbe servire a contrastare la disoccupazione giovanile. «I risultati non ci sono stati», ha detto l’economista, a pochi giorni dalla divulgazione del dato Istat secondo cui la disoccupazione giovanile ha toccato quota 44,2%, il livello più alto mai raggiunto dal 1977 ovvero dall’inizio delle serie storiche. «Le cose vanno fatte bene, e trovati forse altri strumenti, come per esempio il reddito minimo», ha proseguito Alleva, facendo una apertura di credito sullo spirito della proposta del M5s, che comunque presenta delle debolezze e in particolare il rischio di alimentare il lavoro nero.

Dal Jobs Act nessun «effetto straordinario»

«Abbiamo fatto un’analisi sulla proposta del M5S, che erroneamente l’ha presentato come “reddito di cittadinanza”, mentre invece loro hanno studiato un reddito minimo selettivo», ha detto Alleva chiarendo che però «andrebbe però attuato bene per evitare che incentivi il lavoro nero». E il Jobs Act? «I conti li faremo alla fine dell’anno. A oggi gli effetti non appaiono straordinari», ha sottolineato il presidente, valutando comunque positivamente il fatto che «sembrano esserci soprattutto sulle stabilizzazioni dei contratti precar».