Nomadi contro: rom escluso dalla festa si vendica a bastonate

Nomadi contro. Si è conclusa con un “tutti contro tutti” quella che inizialmente avrebbe dovuto essere una festa tra parenti, allestita nel campo nomadi di via dell’Arco di Travertino. Peccato che gli organizzatori non abbiamo provveduto ad invitare un loro più che conoscente che, saputo della cosa, ha reagito allo sgarbo con cieca violenza: prendendo a bastonate chiunque gli capitasse a tiro.

Nomadi contro, rissa al “party rom”

Così, mentre il sindaco di Roma è beatamente in vacanze oltreoceano, a pochi passi dalle abitazioni di numerose famiglie romane già alle prese con il caldo asfissiante di quest’ultimo scorcio d’estate e con i rituali disagi di sempre, si è scatenata una rissa senza esclusione di colpi che ha rischiato di sconfinare e degenerare ulteriormente. Il motivo di tanta improvvisata violenza è stata l’esclusione al “party rom” di un quarantatreenne già ai domiciliari il quale, saputo della festa e realizzata la sua esclusione, ha pensato bene di interrompere canti zigani e brindisi a suon di bastonate, ferendo all’impazzata chiunque finisse nel suo campo visivo, compresa donne in stato di gravidanza. La furia scatenata dallo sgarro di amici e parenti si è potuta placare solo con l’arresto dell’aggressore. Prima dell’intervento delle forze dell’ordine e del fermo però, l’uomo è riuscito a mettere a soqquadro l’intero campo di via dell’Arco di Travertino brandendo un bastone, colpendo diverse persone, seminando il panico il tutto il quartiere, riuscendo persino a darsi alla fuga.

L’arresto dell’aggressore

Il bilancio della festa finita in rissa include allora, tra l’altro, il ferimento di tre ragazze, di cui una in gravidanza, che sono dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso; la più grave ne avrà per almeno 30 giorni. Gli agenti della Polizia di Stato, subito intervenuti, dopo aver raccolto tutti gli elementi ed identificato l’aggressore, lo hanno dichiarato in arresto per rispondere del reato di lesioni gravi. L’arrestato era stato rintracciato dagli Agenti del Commissariato Appio mentre si auto medicava le ferite riportate nel corso dell’aggressione. Per sminuire l’accaduto, ed evitare la nuova misura cautelare, aveva raccontato ai poliziotti di essere scivolato nel cortile. La sua ricostruzione dei fatti, però, non ha ovviamente convinto gli investigatori alle prese sul caso. Un caso che si è consumato non in una lontana borgata ma in un quartire limitrofo alla centrale piazza San Giovanni, alla faccia del controllo sul territorio. Del degrado metropolitano. Dell’abbandono in cui versano ormai quasi tutte le zone periferiche della capitale. Della civile convivenza…