Morto in discoteca per l’Ecstasy: è caccia senza speranza al pusher

E’ morto per aver ingerito Mdma, la droga sintetica più comunemente conosciuta come “Ecstasy“, Srdjan Djordjevic, il ragazzo di 19 anni di origine serba deceduto lo scorso 29 novembre dopo una nottata passata in giro per locali e conclusa in una storica discoteca milanese, il Madison. E non è stato possibile rintracciare il pusher che avrebbe ceduto quella droga al giovane. Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Procura di Milano che ha deciso di archiviare l’inchiesta sulla morte del 19enne. Già nelle ore successive al decesso del giovane, che viveva a Melegnano, in provincia di Milano, era emerso dai primi accertamenti degli investigatori del commissariato di Quarto Oggiaro che il ragazzo era morto al termine di una lunga nottata di divertimento con gli amici, finita dentro il disco club nella zona nord-ovest di Milano, probabilmente per un mix di alcol e droga, si pensava Ecstasy.
Aveva perso conoscenza all’interno del locale e quando era arrivata l’ambulanza era in arresto cardiaco. Poche ore dopo era morto in ospedale. Il pm Galileo Proietto, titolare delle indagini condotte dalla polizia, ha disposto l’autopsia che, da quanto si è saputo, ha accertato che a causare la morte sarebbe stata la dose di Mdma (droga che viene di solito sciolta in acqua o in bevande alcoliche meglio conosciuta come Ecstasy). Una sostanza che il ragazzo avrebbe assunto quella sera assieme ad un amico.
In questi mesi, le indagini hanno escluso che il ragazzo possa aver comprato la dose di “Ecstasy” all’interno della discoteca. E non sono stati acquisiti riscontri né elementi utili su chi possa aver procurato l’Ecstasy al ragazzo. Da qui l’istanza di archiviazione del fascicolo da parte della Procura.