Morto dopo il Tso, c’è l’audio del 118 che ammette: «Intervento invasivo»

«L’intervento è stato un po’ invasivo. Lo hanno preso al collo». Si dice questo in una comunicazione fra l’equipaggio dell’ambulanza e la centrale operativa del 118 durante il trasporto di Andrea Soldi, morto durante un Tso. «Aveva le manette, non volevo caricarlo, mi hanno ordinato di farlo, messo a testa in giù, e portarlo così». L’audio è stato acquisto dai carabinieri del Nas ed è stato incluso negli atti dell’inchiesta del pm Raffaele Guariniello. Gli indagati sono uno psichiatra e i tre vigili urbani che bloccarono il paziente. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. Audizioni di tutte le parti coinvolte nell’episodio sono state organizzate negli uffici dell’assessorato regionale alla sanità del Piemonte dagli ispettori del ministero della salute venuti a Torino per acquisire documenti sul caso. Nel corso della giornata sono stati ascoltati, sulla base di adesioni volontarie, dei responsabili del 118, dell’Asl To2 e della polizia municipale, oltre ai familiari di Soldi. Una volta tornati a Roma gli ispettori stenderanno una relazione che consegneranno al ministro Beatrice Lorenzin.

Morto per Tso: si procede per omicidio colposo

Nei giorni scorsi il ministro della Salute aveva telefonato al pm Raffaele Guariniello, che indaga sulla vicenda. Si procede per omicidio colposo. Gli indagati sono quattro: i tre agenti della polizia municipale che erano andati a prendere la vittima, che stava dando in escandescenza, in una piazzetta di Torino, e lo psichiatra Pier Carlo Della Porta. I primi risultati dell’autopsia hanno sancito che il collo della vittima venne stretto troppo a lungo; e che sull’ambulanza, durante il viaggio in ospedale, non si fece nessun intervento di rianimazione perché il paziente era ammanettato a pancia in giù. La morte di Andrea ha innescato il dibattito sui trattamenti sanitari obbligatori. «A Torino le procedure sono conformi alle leggi», si afferma in un comunicato diffuso dal vertice del servizio di soccorso 118 dopo un incontro con il comandante della polizia municipale, Alberto Gregnanini. La prassi permette quanto è accaduto in piazza Umbria, dove un medico ha dato il semaforo verde al Tso senza attendere l’apposita ordinanza del sindaco. In ogni caso «c’è l’impegno comune – continua la nota – di migliorare e garantire la massima tutela e la protezione dei pazienti».