Messina, è giallo su una 16enne trovata morta in spiaggia

Aveva 16 anni Ilaria Boemi. Nella notte è stata trovata morta sulla spiaggia del lungomare del Ringo di Messina. A identificarla sono stati i genitori: sul corpo della ragazza non sono stati trovati i documenti. In attesa dell’autopsia, gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se hanno fatto notare che sul corpo non c’erano segni visibili di violenze.

Le ipotesi sulle cause della morte

Le ipotesi più accreditate sono attualmente quelle di un malore o di un decesso legato all’assunzione di alcol o qualche droga. Il corpo comunque non presenta segni di siringhe e quindi si tende a escludere la possibilità di una overdose. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le abitudini della ragazza, anche interrogando i genitori. La 16enne frequentava l’istituto d’arte Ernesto Basile di Messina e sul suo profilo facebook aveva scritto una strofa della canzone Nave fantasma: «Siamo nati per morire con un urlo dentro che nessuno può sentire».

Il giallo dei due accompagnatori

Ciò che però impensierisce gli investigatori è la segnalazione di alcuni testimoni che hanno detto di aver visto la ragazzina in compagnia di un ragazzo e una ragazza, che apparivano come coetanei. Sarebbero stati loro a dare il primo allarme, chiedendo l’intervento di un ciclista di passaggio, ma dileguandosi prima dell’arrivo dei soccorsi chiamati dall’uomo. Al loro arrivo, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’adolescente. «Questo ci insospettisce molto, perché se la ragazza ha avuto un semplice malore i due sono fuggiti? Non ci sono segni buchi sulle braccia, ma potrebbe aver assunto qualche droga o altro per via orale», ha spiegato il capo della Squadra mobile di Messina, Giuseppe Anzalone, parlando delle ricerche dei due giovani.

A Messina è polemica sul degrado

Ma intorno al caso si è scatenata anche una polemica politica per le condizioni di degrado in cui versa la zona in cui è stato trovato il corpo della giovane. Alcuni bagnanti hanno parlato di «un posto molto tranquillo, anche se abbandonato della istituzioni», mentre il presidente della quinta circoscrizione Santino Morabito ha sottolineato che l’area, che prima era uno dei fiori all’occhiello della città e un luogo storico di ritrovo per pescatori, è da anni trascurata e per questo è spesso frequentata da malviventi o drogati. L’indice è puntato in particolare contro il Comune: «Nonostante i nostri appelli – ha detto Morabito – l’amministrazione comunale non ha inteso risolvere il problema e oggi il lungomare del Ringo è degradato e non è sottoposta a nessun tipo di controllo».