Commenta un post della Meloni sui migranti: sospeso dalla Croce Rossa

Le anime belle della sinistra sono rimaste inorridite e lui, Francesco Gallistru, presidente della Croce Rossa in Sardegna, si è beccato una punizione durissima, una sospensione di 90 giorni in attesa di ulteriori decisioni. Magari lo metteranno al rogo. Ma che cos’ha fatto di tanto grave Gallistru? Ha scritto il suo pensiero su Facebook, un commento tranquillo a un post di Giorgia Meloni, ribadendo quel che sostiene la maggioranza degli italiani sui migranti che gettano via il cibo a sfregio.

 Il post e il provvedimento della Croce Rossa

La vicenda è incredibile perché Gallistru ha solo fatto una riflessione con toni pacati, senza nessun insulto e senza estremizzazioni. Una frase semplice, due o tre righe pacate: «Quando da piccolo protestavo per il cibo mia madre mi toglieva il piatto, rimanevo senza cena e lo stesso piatto me lo ritrovavo per i pasti successivi… Uffi, fossi nato extracomunitario avrei avuto il diritto di protestare». Il tutto accompagnato da due fotografie, sul lancio del cibo per terra da parte di un gruppo di migranti ospitati in un residence nel Veneto. E adesso il suo ruolo di presidente è a rischio. Gallistru: classe 1962, nato a Ruinas, da anni in Croce Rossa fino all’alezione a presidente regionale nel gennaio di due anni fa.

La solidarietà di Giorgia Meloni

Arriva immediata la solidarietà da parte di Giorgia Meloni: «E’ stato sospeso per aver commentato un mio post su Facebook. Non ha utilizzato un linguaggio inappropriato, nessun insulto o parolaccia, ha solo espresso il suo pensiero, rimarcando che in Italia educazione e regole non valgono per tutti. Lo hanno sospeso per questo….evviva la democrazia! Ovviamente su questo Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione parlamentare. La notizia-denuncia del provvedimento nei confronti di Gallistru è arrivata da Paolo Truzzu, consigliere regionale FdI: «Ecco la strana idea di democrazia del politicamente corretto, chi ha paura del confronto? È davvero strana l’idea di democrazia e di libertà di pensiero che hanno i profeti del politicamente corretto. La verità è che si voluto zittire con un provvedimento sproporzionatamente duro rispetto ai fatti contestati una legittima voce di dissenso, diversa dall’imperante ideologia del politicamente corretto».