Su Marino l’ironia dei comici romani: «Mejo se torni a fa er chirurgo»

Non c’è solo l’ormai famosissima parodia di Dado sui funerali di Casamonica, che poi è un atto di accusa zeppo di satira sul «sindaco in ginocchio». Su Ignazio Marino è da tempo che arrivano impietose le battute dei più famosi comici romani, artisti che sono entrati nella storia dello spettacolo. Non si contano le ironie sul primo cittadino commissariato. «Non sapemo se ride o piagne», «mejo se torni a fa er chirurgo» sono le frasi più gettonate sul web mentre si moltiplicano le bastonate date dai personaggi del mondo dello spettacolo (eccetto da Alessandro Gassmann, naturalmente). Ma vediamo che cos’hanno detto gli artisti della Capitale sul sindaco.

Gli schiaffi che i comici romani hanno dato a Marino

I ceffoni dati dai comici romani al sindaco si moltiplicano a vista d’occhio e fanno male anche dopo mesi. Famosissima la battuta di Enrico Montesano, diventata un vero e proprio tormentone: «Marino s’è fatto crescere la barba per mimetizzarsi, ma tanto i romani lo riconoscono lo stesso e je corrono appresso». Ma già prima lo stesso Montesano aveva attaccato il sindaco sui nomadi: «Non ho nulla contro i rom», le sue parole, ma «rubano più degli altri anche se nei campi nomadi ci sono sicuramente tante persone perbene». E ancora: «Vicino casa mia nei campi nomadi bruciano copertoni per ricavare quelle foglie dacciaio e i cavi per l”oro rosso, il rame. Questo provoca la diossina e a lungo andare nuoce alla salute e fa venire il cancro. Dire questo è razzismo? Non credo. Si tratta di rispettare la legge. Noi abbiamo questo difetto: vorremmo respirare». Alla fine l”appello di Monteano al primo cittadino di Roma: «Il sindaco Ignazio Marino venga con me, così diciamo al capo villaggio: “Ragazzi, non si può bruciare questa roba”… ».

Duro il giudizio di Maurizio Battista: «Roma fa schifo, con le strade sporche, le buche, la doppia e tripla fila. Tutti si chiedono se Marino deve dimettersi. Dimettersi? Non doveva proprio cominciare. È un chirurgo, non so se bravo perché non me ne intendo, è pure di Genova. Ci vorrebbe uno preparato, uno che conosce Roma e ci vive da generazioni, che ci tenga veramente. Noi romani abbiamo delle responsabilità ma meritiamo di più, non questa amministrazione».

Anche Enrico Brignano parla con amara ironia: «Forse Marino dal Campidoglio vede cose più alte, ma noi che non ci stiamo in Campidoglio vediamo le cose un po’ più in basso. Siccome lui è amante della bicicletta, gli farei fare con me un percorso: facciamo 40 chilometri insieme, io e lui, su una bicicletta non elettrica e gli farei vedere come tante cose non vanno».

Persino uno dei più grandi attori (di sinistra) è scettico. Gigi Proietti, sempre in un’intervista, ha recentemente parlato di Ignazio Marino: «Non ho un’opinione, l’ho votato per una sorta di autodisciplina sulla quale però comincio ad avere qualche perplessità». Per quale partito vota? «Per il Pci». Ma non c’è più… «Appunto».