Mai tanti sbarchi, mai tante tragedie. Ecco i numeri che condannano Renzi

Sbarchi in massa, tragedie quotidiane. Nessuno che agisce. E i morti, quei morti, pesano sulle coscienze di chi permette tutto questo perché fare i buonisti è facile, fare demagogia è altrettanto facile, ma poi ci sono i fatti. Disperazione e rabbia. Soprusi e speranze. Ma soprattutto la follia politica di una sinistra che sta alla finestra e non muove un dito. Ogni mese è un nuovo record di arrivi, mentre sono già 340mila i migranti o profughi entrati in Europa tra gennaio e luglio, secondo i dati di Frontex. Nello stesso periodo dello scorso anno la cifra era di 123.500, mentre erano stati 280mila in tutto il 2014. Nel solo mese di luglio si è raggiunta quota 107mila. Secondo l’Unhcr da inizio anno 292mila hanno attraversato il Mediterraneo, di questi circa 108.000 sono giunti in Italia e oltre 181mila in Grecia.

Sbarchi a raffica, cifra-record. La rotta per l’Italia «è la più letale»

E l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) segnala 2.373 migranti morti da gennaio al 24 agosto nel tentativo di arrivare in Europa via mare. Quella dalla Libia per l’Italia – spiegano dall’Oim – è la rotta «più letale al mondo». In Italia gli sbarchi a luglio (dati Frontex) sono stati 20mila. In tre giorni sono stati soccorsi 5300 migranti in 27 diverse operazioni. Il numero complessivo per il 2015 si aggira sui 95mila: nove su dieci sono eritrei e nigeriani. Solo nei primi sei mesi del 2015 sono state oltre 400mila le domande di asilo registrate nell’Ue, contro le 660mila dell’intero 2014, già anno da numeri inediti. E la Germania nel 2015 attende 800mila richieste. Le cifre dell’Unhcr per il periodo tra il primo gennaio ed il 14 agosto, confermano come la rotta del Mediterraneo orientale, con la Grecia punto di approdo o di attraversamento via terra dalla Turchia per 160.172 sia ormai la più battuta. Nelle ultime settimane, il ritmo degli arrivi è aumentato: a luglio, sono giunti più migranti, 50.242, del totale registrato durante tutto il 2014, 43.500. Nella sola settimana tra l’8 e il 14 agosto sono arrivate 20.843 persone: la maggioranza sono siriani (82% del totale), afghani (14%) e iracheni (3%). Situazione molto difficile anche sulla rotta dei Balcani occidentali, con l’avanzata di migranti verso i Paesi del nord. In centomila hanno attraversato la Serbia da inizio anno (fonti di Belgrado), dopo la decisione della Macedonia di riaprire la frontiera con la Grecia. Mentre la Bulgaria invia alcuni blindati al confine con la Macedonia, l’Ungheria accelera per ultimare la costruzione di una barriera da 175 km alla frontiera con la Serbia. Secondo fonti di Budapest nel 2015 sono già 110mila le richieste di asilo e i dati Frontex rivelano come solo a luglio gli ingressi nel Paese magiaro siano stati 34.800.