L’Unità mette l’aureola alla Boschi. La minoranza dem: sembra la Pravda

Per raccontare il viaggio trionfale di Maria Elena Boschi tra le feste dell’Unità d’Italia il direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis è partito con una citazione di Kafka (“i sentieri si costruiscono viaggiando”) ed è arrivato al culto della personalità. Ecco cosa ha scritto sulla nuova Unità a proposito dell’amore che lega i militanti alla Maria Elena: “Che questa è la serata della Maria Elena si vede dall’oretta e passa che fila via tra abbracci, baci, strette di mano, complimenti, selfie su selfie, proposte di assaggi di primi, secondi, contorni e dessert (tutti rifiutati, eccetto l’irresistibile bombolone caldo alla crema, davvero impossibile per un no grazie). Quando si arriva alla ruota della fortuna, il ministro incontra il più fortunato di tutti. È il timido Andrea che si avvicina, e con una emozione fortissima le fa: «Permette ministro? Non sono del Pd, io anzi io voto dall’altra parte, ma ho cinquant’anni e finalmente ho un lavoro a tempo indeterminato. Mi hanno fatto il contratto. Grazie davvero, grazie al Jobs Act sono salvo, non ci credevo quando me lo dissero, non so se vi voterò, ma mio padre è dei vostri e non sa nemmeno che sono qui, è la prima volta che entro in una festa dell’Unità e l’ho fatto solo per ringraziare di cuore uno del Governo». Diventa rosso e si commuove. Quasi quasi si scoppia tutti in lacrime…”.

La nuova Unità: Botta e risposta tra Mucchetti e D’Angelis

Un servizio lunghissimo, che in questo clima da resa dei conti tra renziani e minoranza dem non passa inosservato. Così Massimo Mucchetti, ex vicedirettore del Corriere e oggi senatore dei democratici, scrive una lettera a D’Angelis che è piena di sciabolate: “Sai i primi giorni della tua direzione hanno suscitato un certo stupore in chi crede che un giornale italiano – anche un giornale di partito – non debba mai dare impressione di imitare la Pravda. E invece…”. E ancora: “Il direttore de l’Unità  è passato dalla redazione del Manifesto – continua Mucchetti  – i brividi dell’eresia li ha provati in gioventù. Adesso segue l’etica della responsabilità. I lettori vanno formati, non informati; vanno galvanizzati, mica depressi”. Il direttore D’Angelis non si tiene i rimbrotti e replica: “Carissimo Massimo, io ti vorrei tanto al giornale e in giro per le feste dell’Unità. Vuoi mettere con i divanetti del Senato”. Un botta e risposta talmente gustoso che persino Repubblica ha dovuto riprendere la polemica…