Lotta tra le correnti del Pd per aggiudicarsi le mazzette. Buzzi inguiaia i dem

Primo obiettivo di Buzzi e soci, è trovare gli appoggi politici “giusti”. Finita l’era Alemanno, bisognava guardarsi attorno con la nuova giunta Marino. Il banco di prova – si legge su “Il Messaggero” – è la gara Ama del 2014 per il multimateriale. Vi partecipano le cooperative Edera, Servipuis e la “29 giugno”. L’assessore all’ambiente è Estella Marino che premette Buzzi – «fa parte della componente di Eugenio Fatane (il consigliere regionale del Pd che si è dimesso, ndr)». È a questo punto che il braccio economico di Carminati ridisegna una sua personale geografia politica. Lui li definisce «renziani», in realtà parla di «una filiera composta da Fatane, Athos De Luca ed Estella Marino».

Lotta tra le correnti del Pd per aggiudicarsi le mazzette

Il ritratto che offre Buzzi del Pd è di un partito le cui correnti litigano per aggiudicarsi la fetta di torta più grossa. Coratti, presidente dell’assemblea capitolina, sospettava che lui pagasse la corrente di Marroni. Tanto da intimargli: «Tu hai vinto un grosso appalto in Ama e mi devi da qualcosa a me perché il consiglio di amministrazione di Ama è roba nostra, ci devi da i soldi a noi, tu li dai solo a Marroni». E Buzzi: «Per tenerci buono Coratti, gli facciamo una parte della campagna elettorale».

Sono le spartizioni e la turbativa d’asta, “il gioco” che sembra piacergli di più.

Ed è soprattutto sugli immigrati e sull’accoglienza che riesce a esprimersi al meglio. Anche perché arriva Marino e si pone come sindaco “assistenzialista”. Il primo cittadino è stato eletto da poco, gli vengono assegnati 250 migranti, ma lui dice di poterne ospitare ben 2500. Una cifra che fa sfregare le mani a chi come Buzzi ha sempre teorizzato che «gli immigrati rendono più della droga». L’indagato ricorda bene quella vicenda e ai pm Michele Prestipino e Paolo lelo la racconta così: «Sono 18 mila quelli da sistemare in tutta Italia. Ogni comune deve dire la sua: “Me ne prendo 50, ne prendo 100”, ci sono le proporzioni matematiche, e a Roma ne sarebbero toccati 250. Marino allora decuplica il numero e decide di prenderne 2.500, perché “Roma è una grande città”.