Le donne rom infilano i bambini a testa in giù nei cassonetti. E nessuno parla

I bambini nomadi di 6-7 anni vengono utilizzati dalle donne rom, che li accompagnano insieme ad altri bambini di circa 12 anni, per ispezionare il contenuto dei cassonetti di rifiuti e di indumenti usati installati dall’Asia. Accade ovunque, a Napoli la gente ha iniziato a protestare, nel silenzio dei buonisti di sinistra. Un esempio: primo pomeriggio in piazza Europa, nel quartiere Vomero. Una donna, che porta con sé un carrello nel quale colloca i rifiuti e gli indumenti prelevati dai cassonetti, con l’aiuto dell’altro minore ha fatto salire il bambino all’altezza dell’ apertura del cassonetto e lo ha spinto con la testa all’ interno. «Non è un caso isolato, le donne rom lo fanno sempre», dicono i residenti. Il bambino è rimasto sospeso a mezz’aria, mentre la donna si è allontanata a distanza di sicurezza. L’altro minore, intanto, sorvegliava il più piccolo. La scena è stata fotografata da alcuni passanti.

Le donne rom con i minori nei cassonetti

Non è la prima volta e nemmeno l’ultima, per le donne rom. L’ispezione dei cassonetti della immondizia da parte dei nomadi, muniti di bacchette di ferro per saggiare il contenuto dei sacchetti, ed attrezzati con carrelli per caricare la “merce” recuperata è sistematica. Quanto si recupera dai rifiuti viene poi collocato nei “mercatini dell’immondizia”. A Roma accade lo stesso. Nel quartiere Centocelle, tanto per citare un esempio, le donne nomadi portano in giro i minori, tutti piccoli, sempre sui 6-7 anni, con la corporatura giusta e li fanno infilare nei cassonetti in modo tale che possono frugare fino al fondo. Lo stesso accade con contentori per la raccolta dei vestiti usati. Anche in questi casi, ed è rischioso, c’è sempre un minore a testa in giù. Proprio nei giorni scorsi sono  tornate le proteste dei residenti del quartiere Tor Sapienza (il quartiere degli scontri al centro di accoglienza per profughi). Dopo mesi e mesi, sostengono i residenti, nessuno ha ascoltato la nostra rabbia per quel che accade ogni giorno con i rom del campo nomadi: «Provate a circolare per via degli Armenti dalle 19 in poi e poi diteci che cosa succede. Provare per credere».