L’avvocato dei Casamonica: «Tutti sapevano dei funerali». Ma nessuno si dimette…

«Forze dell’ordine e polizia giudiziaria sapevano del funerale di Vittorio Casamonica»: lo sottolinea l’avvocato Mario Giraldi, storico difensore della famiglia dei Casamonica, spiegando che il giorno del decesso era stata informata la Corte di appello di Roma. «Il giorno della morte di Vittorio – spiega il penalista – ho presentato istanza alla Corte d’appello per ottenere che il figlio agli arresti potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell’ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa. Su richiesta dell’autorità giudiziaria si sono recate nell’abitazione dove viveva Vittorio, insieme ai figli, per effettuare una sorta di controllo ed erano quindi perfettamente a conoscenza del fatto che il giorno successivo – conclude il penalista – si sarebbero svolti i funerali». Un atto di accusa pesante, per il prefetto e per il ministro dell’Interno Alfano, che non ha nessuna intenzione di rassegnare le dimissioni.

Casamonica, polemica da destra

«In un mondo normale la vergogna del funerale criminale di Roma comporterebbe una prima chiara rimozione del principale responsabile di un evento che era noto alle istituzioni. Ma nella Roma dei ricatti ci sono intoccabili che faranno volare solo gli stracci. Non staremo zitti se ci saranno omissioni e piccoli capri espiatori. Il responsabile, a parte il sindaco incapace di intendere e di volere, è soprattutto uno», attacca il senatore Maurizio Gasparri (Fi), in riferimento al prefetto Gabrielli. Anche Francesco Storace vorrebbe vedere tutti a casa: «Prima della relazione di Alfano al Consiglio dei Ministri, il 27, Marino se ne vada. Il Pd, che pretende asservimento dopo aver dimostrato assoluta incapacità politica nella vicenda romana, può solo evitare una doverosa decisione del Consiglio dei Ministri convincendolo ad andarsene con le sue gambe. A Roma occorre pulizia: vadano via tutti, si mettano anticorpi nel tessuto cittadino e si sciolga l’amministrazione per mafia. Altro tempo disponibile non c’è». Ma dal Campidoglio, dal Viminale e dalla Prefettura tutto tace…