L’autista del furgone-killer si giustifica: perso il controllo per un colpo di tosse

È indagato per omicidio colposo Marco Pompei, il conducente del furgone impazzito che vicino a piazza del Popolo è piombato sul marciapiede provocando la tragedia, investendo cinque persone, uccidendo, Elena Fortuna, 59 anni, e ferendo un’altra donna. L’uomo ha dato una spiegazione sconcertante, dicendo  ai vigili urbani di aver perso il controllo del mezzo a causa di un violento colpo di tosse. Il fascicolo aperto dalla procura è affidato al pm Ilaria Calò che, come primo atto, ha disposto l’autopsia sulla vittima dell’incidente e disposto una consulenza per ricostruirne la dinamica. Pompei, 48 anni sostiene la sua versione sul violento colpo di tosse. A confermare tale versione, secondo quanto riferito dall’ avvocato Pablo De Luca, difensore dell’indagato, sarebbe stato anche un collega di Pompei che si trovava sul furgone. L’autista del mezzo ha riferito al proprio difensore le consuete frasi di circostanza, di essere «distrutto per quanto accaduto» e che la sua vita «è cambiata».

Un violento colpo di tosse causa della tragedia?

In attesa che si ricostruisca la dinamice della tragedia, che non finisce di destare  incredulità e rabbia, i residenti raccontano di auto che sfrecciano sul Lungotevere, Ponte Regina Margherita, sullo stradone che si affaccia su piazza del Popolo e poi ancora su piazzale Flaminio. «Si può morire così? In pieno centro mentre si cammina su un marciapiede? Qui corrono come pazzi, le strisce pedonali sono fantasmi, logorate dal tempo e manca uno spartitraffico – gridano gli abitanti che vivono ogni giorno quel quadrante di Roma. «Ogni giorno rischiamo la vita anche solo per attraversare la strada, siamo a ridosso di piazza del popolo e invece qui sembra la Formula Uno». Si invocano controlli, il ripristino della segnaletica orizzontale e verticale, ma tutto ciò non serve per riparare a quella tragedia giunta come un cazzotto sullo stomaco.

Quello del pedone è un “mestiere” molto pericoloso in Italia, soprattutto a Roma, dove il manto stradale in abbadono, questo inverno, ha provocato la morte di un pedone e incidenti vari. Lo dice l’Asaps, associazione sostenitori amici della polizia stradale, che sul suo portale pubblica i dati relativi agli ultimi 10 anni: 6.429 morti e 204.288 feriti. Ogni settimana si contano 12 pedoni morti e 393 feriti. Dal 2004-2013, spiega Asaps, ci sono infatti stati mediamente 54 morti e 1.700 feriti in ognuno dei 120 mesi considerati. Il 30% circa dei pedoni è stato travolto sulle strisce o comunque sugli attraversamenti pedonali protetti. Par Asaps rimane ancora troppo ampia la forbice tra la diminuzione del dato generale dei morti sulle strade (5.625 nel 2004 e 3.385 nel 2013 – 40%) e il calo delle vittime tra i pedoni (710 nel 2004 e 549 nel 2013, -22,7%).