Lacrimogeni contro gli immigrati: la Macedonia usa le maniere forti (video)

La polizia macedone ha lanciato gas lacrimogeno per disperdere migliaia di immigrati che cercavano di entrare nel Paese dalla Grecia: lo riporta la Bbc online. Un gran numero di immigrati hanno trascorso la notte lungo il confine sud del Paese dopo che il governo di Skopje ha dichiarato lo stato di emergenza. Le forze speciali della polizia macedone hanno sparato anche granate assordanti per disperdere i migranti. Un membro delle forze speciali è stato accoltellato da un migrante giovedì sera nella stazione ferroviaria di Gevgelija. La folla di circa tremila immigrati che ha passato la notte all’aperto ha fatto venerdì mattina diversi tentativi per entrare in Macedonia dopo che il confine era stato chiuso. Ci sono almeno otto feriti, un giovane è stato trovato sanguinante probabilmente a causa delle schegge di una granata stordente lanciata dalla polizia direttamente tra la folla, scrive l’Ap. La polizia, con l’aiuto di veicoli blindati, ha coperto di filo spinato la linea ferroviaria utilizzata dai migranti per attraversare il confine a piedi ed entrare in Macedonia.

In Macedonia 40mila immigrati al mese

La situazione nello Stato della ex Jugoslavia al confine con la Grecia è di emergenza assoluta. La decisione di Skopje di rafforzare la sicurezza e impedire l’ingresso nel Paese alle centinaia di persone in transito verso la Serbia e l’Ue va in controtendenza rispetto alle disposizioni di Bruxelles. «Questa misura viene messa in atto per la sicurezza dei cittadini che vivono nell’area di confine e per un migliore trattamento dei migranti», ha spiegato il portavoce della polizia macedone Ivo Kotevksi. Le forze dell’ordine intensificheranno i pattugliamenti dei 50 chilometri di frontiera tra Grecia e Macedonia, nel tentativo di fermare il “massiccio” afflusso di migranti nell’ex repubblica jugoslava, dove nel solo mese di luglio sono state registrate 40mila persone in transito, il doppio rispetto al mese precedente. I migranti in arrivo dalla Grecia da giorni si ammassano nella cittadina di frontiera macedone di Gevgelija, tentando di salire su affollatissimi treni diretti verso la Serbia, da cui sperano poi di raggiungere l’Ungheria, quindi l’Ue.