Immigrati accolti e rifocillati a Pisa. Dopo 5 mesi se la sono squagliata

Li abbiamo accolti, rifocillati, curati. Ma quasi metà e la sono data a gambe. Scomparsi. Spariti nel nulla. Irrintracciabili. Forse ancora in Italia. O forse no. Forse divenuti merce per qualche clan criminale. O reimpiegati nel caporalato. Dalla primavera scorsa a oggi la Provincia di Pisa ha accolto 801 immigrati, ma 347 di loro – quindi circa il 43 per cento del totale – risulta irreperibile dai giorni immediatamente successivi all’arrivo nelle strutture di accoglienza diffuse su tutto il territorio provinciale.
Il dato, clamoroso, lo hanno svelato desolati e amareggiati, gli investigatori che lamentano come i propri sforzi siano destinati a cadere nel nulla.
I dati ufficiali della Prefettura pisana riferiscono che sono stati 801 gli immigrati arrivati dall’inizio dell’emergenza sbarchi e dislocati nelle strutture di accoglienza reperite nei Comuni della provincia, ma solo 454 sono stati ospitati mentre 347 dopo le procedure di identificazione – e in qualche caso anche senza l’ultimazione di esse – si sono allontanati volontariamente risultando irreperibili sul territorio. Una gestione folle dell’emergenza immigrazione.
Continua, intanto, la caccia agli scafisti che gestiscono la tratta di esseri umani.
Nelle ultime ore sono finiti un ghanese, Sulfyman Ibrhaim, 52 anni, un nigeriano Francis Yeboah, 18 anni, e un somalo di 44 anni. Altre due persone, una delle quali minorenne, sono state denunciate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Arrestati tre scafisti: calci e pugni agli immigrati

Secondo la testimonianza degli immigrati arrivati ieri a Messina, il ghanese e il nigeriano sarebbero gli scafisti che si trovavano a bordo del barcone prima di essere salvati dalla nave militare irlandese L.E. Niamh che li ha trasportati a Messina. I 225 profughi provenienti da Nigeria, Gambia e Senegal, hanno spiegato la necessità di scappare in ogni modo dalla terra d’origine per salvarsi la vita. Trecento euro in media il prezzo pagato per il trasporto. Gli immigrati hanno raccontato che in attesa di partire sono stati rinchiusi e controllati a vista da uomini armati, poi sono stati presi a calci e pugni e sono stati fatti salire su differenti imbarcazioni.
L’altro scafista somalo di 44 anni è stato identificato fra i 453 immigrati giunti a Taranto a bordo della nave militare Tedesca “Hilestein” e arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza e personale della Direzione Centrale Immigrazione di Roma.
Il somalo è stato identificato anche grazie alla collaborazione di alcuni immigrati giunti in riva allo Jonio. I migranti, ascoltati, hanno notato nel corso dello sbarco, lo scafista somalo che aveva condotto il piccolo gommone salpato dal porto libico di Tagiura con circa 150 persone a bordo. Lo scafista era stato visto al comando del piccolo natante per buona parte della navigazione, per poi defilarsi nei momenti immediatamente precedenti al soccorso e confondersi tra i presenti sul gommone. Il somalo è stato così fermato e trovato in possesso di 600 dollari in banconote, ed un foglio di carta strappato sul quale era annotato un numero di cellulare satellitare.