I vip tremano, escono i nomi degli adulteri targati Ashley Madison

Vip, politica, forze armate. Dopo la fuga di dati, è scattata la caccia. La star del reality Josh Dugger si è cosparso il capo di cenere dopo che il suo nome è stato messo in piazza come uno dei 37 milioni di clienti del sito per “adulteri” Ashley Madison. Ma ci sarebbero anche, tra gli aspiranti “infedeli”, centinaia di dipendenti del governo federale, alcuni con lavori delicati alla Casa Bianca, al Congresso e nelle agenzie di “law enforcement”. Lo scandalo sta facendo tremare i palazzi. L’Associated Press è tra i mezzi di informazione che hanno cominciato a verificare la valanga scaricata dagli hacker sulla rete: ha scoperto conti aperti presso Ashley Madison da due procuratori federali, un esperto di computer nell’ufficio del presidente Obama, alti funzionari del Dipartimento della Giustizia, dipendenti del Pentagono, un funzionario del ministero della Sicurezza Interna che all’atto dell’iscrizione ha detto di lavorare nell’antiterrorismo, personale di Capitol Hill. Pochi hanno usato per accedere ai servizi di Ashley Madison il loro indirizzo di email governativo, ma sono stati rintracciati egualmente perché avevano usato i computer di lavoro per collegarsi al sito.

 Ashley Madison, ecco chi corre più rischi

Per i soldati il rischio è più alto rispetto ai civili: l’adulterio è un reato penale nel codice militare che comporta la radiazione con disonore. Ashley Madison, che fa capo alla società di Toronto Avid Life Media, si fregia dello slogan: Life is short, have an affair. La promessa, al versamento di alcune centinaia di dollari all’atto dell’inscrizione, era di una relazione entro i primi tre mesi. Soddisfatti o rimborsati. La bomba è esplosa qualche giorno fa quando i pirati hanno scaricato i dati sulla rete: «È la cosa migliore mai accaduta nella mia professione dal Settimo Comandamento della Bibbia», ha commentato il celebre divorzista newyorchese Raoul Felder. La prima causa in Gran Bretagna: una moglie tradita ha contattato lo studio legale londinese Mills & Reeve per rivalersi sul fedifrago. Ashley Madison aveva oltre un milione di clienti nel Regno Unito. E accanto ai divorzi arrivano le class action: in Oklahoma uno studio legale sta cercando adulteri che hanno perso l’anonimato, mentre in Canada è scattata la causa per conto di cittadini canadesi le cui informazioni sono state messe in piazza: la richiesta è di 760 milioni di dollari di danni. Base della azioni legali sono le frequenti affermazioni del Ceo di Avid Life Noel Biderman sul fatto che il segreto sulla membership era a prova di bomba. Gli hacker hanno scaricato altri 13 “giga” di files contenenti, tra l’altro, le mail di Biderman: «Adesso non puoi più negare», è il messaggio sarcastico con cui i pirati hanno accompagnato la nuova impresa.