I dati crocifiggono Renzi: l’Italia va male e lui se la ride. Senza rispondere

Nel secondo trimestre del 2015 il Pil italiano è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014. Lo ha reso noto l’Istat diffondendo la stima preliminare.

Il Pil italiano sotto la media europea

Si tratta di un dato al di sotto della media dell’Unione europea a 19, che nello stesso periodo ha segnato una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. Se poi si considera l’Ue a 28 la performance italiana è ancora peggiore: il Pil nel secondo trimestre è cresicuto dello 0,4%, segnando un rialzo dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2014. E il paragone è ancora più impietoso anche se si prendono ad esempio le crescite dei singoli Paesi: la Spagna registra un + 1% tondo, la Grecia + 0,8%, la Germania + 0,4%, mentre resta invariato il Pil francese che nel primo trimestre era cresciuto dello 0,7%.

Il Pd si vanta: «L’Italia uscita dal pantano»

Per il Pd, però, la crescita italiana dello 0,2% sarebbe comunque un dato di cui rallegrarsi e confermerebbe «che siamo sulla strada giusta», come ha cinguettato su Twitter il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato. Stessa valutazione anche per Matteo Colaninno, secondo il quale «l’Italia è uscita dal pantano e fondamentale, in questo percorso, sono state le riforme messe in campo negli ultimi mesi». Sulla questione è intervenuto anche il ministero dell’Economia, utilizzando il dato per dire che «la programmazione finanziaria del governo è basata su stime affidabili». Ma lo stesso sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti di Scelta Civica ha ammesso che «l’Italia può e deve fare meglio».

Confindustria: «Non c’è ripartenza»

A riportare tutti a una lettura più realistica dei dati, però, è soprattutto il tessuto produttivo del Paese. «È quello che ci aspettavamo. Purtroppo è la conferma che non c’è una ripartenza vera», è stato il commento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che a questo punto si affida alla speranza. «Speriamo, speriamo fortemente che la seconda parte dell’anno vada meglio», ha detto in un’intervista ad Affaritaliani.it, chiarendo che «altrimenti sono guai».

«Renzi, fatti una domanda e datti una risposta»

In linea con la lettura di Squinzi anche i commenti politici dell’opposizione. Secondo Renato Brunetta, l’Italia è in una situazione di «calma piatta». «Lucette e ombre; l’acquisito non è gran che; 0,7% finale è a rischio. Addio sogni di Pil», ha scritto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, chiosando: «Povero Renzi. Povera Italia». È stata poi Giorgia Meloni a sottolineare come «la Grecia ad un passo dal default cresce dello 0,8%, la Spagna dell’1%, la Germania dello 0,4% mentre l’Italia solo dello 0,2%». «Renzi – ha scritto la presidente di Fratelli d’Italia su Facebook – fatti una domanda e datti una risposta».