Estate ad alta tensione nelle carceri italiane: sei morti in 30 giorni

Roma Regina Coeli, Terni, Teramo, Pisa, Alba e Carinola: sono le sei carceri italiane nelle quali, in soli trenta giorni, si tolti la vita altrettanti detenuti. Lo denuncia il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Un dato che «dovrebbe fare riflettere seriamente. Altro che Stati Generali dell’esecuzione penale – afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe, in merito all’iniziativa sulle carceri promossa dal ministero della Giustizia – qui ci vogliono soluzioni immediate e concrete». «In un anno la popolazione detenuta in Italia è calata di poche migliaia di unità, ma i problemi permangono ed in carcere purtroppo si continua a morire», aggiunge Capece. «Il 30 luglio scorso erano presenti nelle celle 52.144 detenuti, che erano l’anno prima 54.414. La situazione nelle carceri italiane resta ad alta tensione: ogni giorno, i poliziotti penitenziari nella prima linea delle sezioni detentive hanno a che fare, in media, con almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, 3 tentati suicidi sventati dalla Polizia Penitenziaria, 10 colluttazioni e tre ferimenti. E questo determina condizioni stressanti per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Servono soluzioni urgenti e concrete», sottolinea Capece, secondo il quale «fondamentale è eliminare l’ozio nelle celle».

Per il Sappe, «nelle carceri i detenuti si sentono intoccabili»

Il Sappe ricorda che «chi sconta la pena in carcere ha un tasso di recidiva del 68,4%, contro il 19% di chi fruisce di misure alternative e addirittura dell’1% di chi è inserito nel circuito produttivo». Se per il Dap, ha ricordato Capece, «le condizioni di vita dei detenuti, in linea con le prescrizioni dettate dalla sentenza Torreggiani, sono migliorate in Italia. Non si dice, però, che le tensioni del sistema penitenziario italiano continuano a scaricarsi sulle donne e gli uomini del corpo di polizia penitenziaria, quotidianamente impegnati a contrastare le tensioni e le violenze che avvengono nelle nostre carceri che vedono spesso i nostri agenti picchiati e feriti dalle violenze ingiustificate di una consistente fetta di detenuti che evidentemente si sentono intoccabili».

Carceri: 2 tentati suicidi e un’aggressione a Teramo

Le segnalazioni di penitenziari al collasso arrivano ogni giorno. Il 16 agosto due suicidi e una aggressione a un infermiere sono stati sventati in poche ore grazie alla prontezza degli agenti penitenziari: è il bilancio di quanto accaduto al carcere di Castrogno, in provincia di Teramo. Gli agenti hanno prima soccorso due detenuti, una donna e un uomo, che avevano tentato di impiccarsi alle sbarre della finestra delle rispettive celle, e successivamente evitato che un detenuto colpisse alle spalle un infermiere in servizio presso la struttura carceraria.