Erano profughi, ospiti in un hotel romagnolo. Beccati a spacciare droga

Erano ospitati in alcuni hotel a Cesenatico e Pinarella. Richiedenti asilo. Profughi. Ma poi sono stati smascherati: spacciavano droga in un traffico molto articolato. A rilanciare la polemica sono due esponenti della Lega romagnola, Jacopo Morrone e Antonella Celletti, che hanno chiesto anche l’intervento della Prefettura: «Avevamo ragione a chiedere che gli stranieri fossero controllati in tempi brevi, che chi è veramente perseguitato (pensiamo, in particolare, ai cristiani in terre islamiche) deve ottenere protezione, ma anche che gli altri, la stragrande maggioranza, deve essere trattenuta nei centri di espulsione e nel caso, dopo i dovuti accertamenti, essere immediatamente espulsa perché non fugge da guerra, fame o persecuzioni, ma è spronata a sbarcare in Italia reputandola il paese dell’impunità (quasi) assicurata e del tutto gratuito (per loro)». Ma i riflettori vengono puntati sulla Cad, la cooperativa che ha a carico gli stranieri insediati in un hotel di Cesenatico: «Avrebbe dovuto verificare cosa facessero i loro ospiti, soprattutto dopo che ne era stato pizzicato un altro a smerciare, per ben due volte, merce abusiva».

 Profughi che spacciano droga, il precedente

Spacciavano marijuana a ragazzi giovani, minori e under 14, da una base operativa in una casa a Cividale del Friuli (Udine): protagonisti dell’attività criminale quattro cittadini afghani richiedenti asilo politico. L’indagine è partita dai controlli effettuati nel capoluogo giuliano, dove i militari hanno notato che molti minori erano in possesso di piccole dosi di droga. Da Trieste i carabinieri sono arrivati a Cividale, e in collaborazione con la locale compagnia hanno perquisito l’abitazione e fermato gli spacciatori. La casa era molto frequentata dai giovanissimi, che per rifornirsi scambiavano messaggi anche attraverso i social media, spesso in inglese, con gli afghani. Nella mezz’ora della perquisizione – hanno raccontato i militari – ben sette ragazzi hanno suonato il campanello per acquistare la propria piccola dose, di solito tre grammi per trenta euro. I carabinieri hanno sequestrato circa trenta grammi, nascosti nel frigo dell’abitazione in un barattolo di yogurt. La Procura di Udine ha chiesto per i quattro afghani la custodia cautelare in carcere. L’abitazione dove alloggiavano gli spacciatori era data in locazione gratuita, grazie alla collaborazione di un’associazione attenta ai problemi dell’immigrazione. «Secondo quale logica – aveva detto il deputato azzurro Sandra Savino – dei rifugiati afghani alloggiati gratuitamente a spese dello Stato italiano possono vendere droga a ragazzini di 14 anni e rimanere impuniti, continuando ad essere comodamente ospiti del nostro Paese?».