Il delirio dei centri sociali: «Nessun rispetto per i Marò, sono mercenari»

L’hanno fatto con Fabrizio Quattrocchi. L’hanno fatto con i militari italiani uccisi a Nassirya. Lo stanno facendo con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri Marò. Per la sinistra falce e martello, quella nostalgica e rivitalizzata dai centri sociali, chiunque abbia una divisa è un mercenario, un prezzolato. Non importa se ha versato sangue, va attaccato a testa bassa, criminalizzato,. insultato. Sul web circola una foto-vignetta che la dice lunga: per i Marò «nessuna intervista, nessun articolo, nessun rispetto». E subito dopo la scritta: «Onore alle famiglie dei pescatori indiani uccisi dai mercenari italiani». Il riferimento è chiarissimo, i «mercenari» sono proprio loro, Latorre e Girone, i due uomini che invece hanno conquistato il cuore di milioni di italiani. E ancora: «Chi ama la patria odia i mercenari», La firma è una stella rossa e la sigla è Cln, che si aggrappa al Comitato di Liberazione Nazionale, oggi punto di riferimento storico dell’antifascismo militante.

In Italia continua la solidarietà per i Marò

Una bandiera italiana con lo stemma della Marina Militare e il nastro giallo dei marò potrebbe presto sventolare a Bari sulla facciata del palazzo del Consiglio regionale della Puglia. A promuovere l’iniziativa è stato in Aula il consigliere regionale Domenico Damascelli (Forza Italia) consegnando la bandiera al presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, per farla posizionare finché i due fucilieri pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non saranno resi liberi. «Ci sentiamo particolarmente coinvolti – ha detto Damascelli – perché sono pugliesi i due ragazzi che ancora subiscono una grande ingiustizia e che stanno scontando una pena mai inflitta. E’ un caso che l’Italia ha gestito in modo maldestro e che sta facendo perdere dignità al nostro Paese». E anche sulle spiagge, attraverso gli altoparlanti, in molti villaggi turistici si susseguono gli appelli per liberare i Marò.