Costi della politica: ecco quanto sborsa ogni cittadino italiano

Finalmente si conosce l’importo per abitante dei costi della politica. Ogni cittadino italiano spende mediamente 23,2 euro per il governo dei territori. Nel 2014, infatti, secondo una ricerca dell’istituto Demoskopika, gli amministratori locali sono costati 1,4 miliardi di euro, un dato in diminuzione di 420 milioni di euro rispetto al 2009 (-22,9%) quando i costi della rappresentanza locale erano stati poco più di 1,8 miliardi di euro.

Costi della politica, in cima la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige

In cima alla classifica ci sono la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige, rispettivamente con 143,4 euro e 63,5 euro per abitante. L’ammontare della spesa per la rappresentanza di Regioni, Comuni, Province, Comunità montane ed Enti parco è stata ottenuta elaborando ed aggregando alcune voci di costo rilevabili dalla banca dati Siope effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche, che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’Istat. Con 741 milioni di euro, pari al 52,6% dei costi complessivi, prevalgono – secondo la ricerca di Demoskopika – le spese sostenute per il funzionamento degli organi istituzionali delle Regioni e, in particolare, per l’indennità di carica e di missione ai componenti del Consiglio e della Giunta regionali, del Presidente dell’esecutivo, le spese di funzionamento dei gruppi consiliari e i compensi derivanti dalla partecipazione dei componenti degli organi istituzionali alle riunioni degli organi. A seguire i costi messi in campo per i Comuni, pari a 555,3 milioni di euro (39,4%), e per le Province, con 105,6 milioni di euro (7,5%). In coda, con esborsi meno rilevanti, le spese sostenute per le Comunità montane e per gli Enti parco, pari rispettivamente a 4,4 milioni di euro (0,3%%) e due milioni di euro (0,1%). In Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige – prosegue la ricerca – la democrazia costa rispettivamente sei e tre volte in più di quella italiana. Per mantenere le spese di funzionamento degli organi istituzionali locali, infatti, in Valle d’Aosta, nel 2014, sono stati spesi 18,4 milioni di euro, pari a ben 143,5 euro per ciascun valdostano, e nel Trentino Alto Adige poco meno di 67 milioni di euro, pari a 63,5 per abitante. Immediatamente dopo si collocano altre sei reltà regionali i cui costi per le indennità, i rimborsi, gli acquisti e le spese di rappresentanza degli amministratori locali sono pari al doppio dell’investimento medio in rappresentanza locale di ciascun italiano (23,2 euro).

 I territori con i costi della politica alti

Complessivamente in queste aree sono stati spesi ben 470 milioni di euro per il funzionamento degli organi di governo di Regioni, Province, Comuni, Comunità montane ed Enti parco: Molise con una spesa di 16,8 milioni di euro (53,5 euro pro capite), Basilicata con 29,4 milioni di euro (50,8 euro pro capite), Sardegna con 80,7 milioni di euro (48,5 euro pro capite). E, ancora, la Calabria, che nel 2014 ha generato costi per la rappresentanza locale pari a 92,3 milioni di euro (46,6 euro pro capite); la Sicilia, con 207,1 milioni di euro (42,6 euro pro capite), e l’Umbria, con 32,1 milioni di euro (35,9 euro pro capite). Con uno sforamento della spesa significativamente minore rispetto alle precedenti regioni, anche se al di sopra della media italiana, si posizionano i governi locali dell’Abruzzo, con una spesa pari a 42,1 milioni di euro (31,5 euro pro capite); del Friuli Venezia Giulia, con 38 milioni di euro (31 euro pro capite); della Liguria, con 39,5 milioni di euro (24,8 euro pro capite); del Piemonte, con poco più di 110 milioni di euro (24,8 euro pro capite) e, infine, delle Marche, con 36,3 milioni di euro (23,4 euro pro capite).

 Ecco invece chi paga di meno

Sul versante opposto, a conquistarsi il podio delle regioni meno dispendiose e quindi dei costi della politica più bassi, ci sono Lazio e Lombardia, i cui governi della rappresentanza locale hanno generato costi rispettivamente per 75,1 milioni di euro, pari a 12,8 euro per abitante, e per 128,7 milioni di euro (12,9 euro per abitante). La graduatoria delle realtà regionali “virtuose” prosegue con la Campania, le cui spese di funzionamento dei governanti locali sono state, nel 2014, pari a 90,1 milioni di euro (15,3 euro pro capite) e la Toscana, con costi generati in rappresentanza locale di 57,6 milioni di euro (15,4 euro pro capite). Seguono l’Emilia Romagna, con una spesa pari a 74,9 milioni di euro (16,8 euro pro capite); il Veneto, con una spesa pari a 84,5 milioni di euro (17,1 euro pro capite) e, infine, la Puglia, con una spesa pari a 77,9 milioni di euro (19,1 euro pro capite).