Corsa al posto fisso: ma 30.000 insegnanti rinunciano. Boom al Sud

Sicilia (11.864) e Campania (11.142) sono le due regioni con il maggior numero delle 71.643 domande di assunzione arrivate al ministero dell’Istruzione. Nessuna meraviglia: sono le regioni che hanno il serbatoio di pré cariato più nutrito. A lunga distanza il Lazio con 7.125 richieste. A tutti gli auguri del presidente del consiglio, Matteo Renzi che sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Buon ferragosto a tutti. Un ferragosto speciale per quei 71.643 nostri connazionali che vivono un’estate diversa perché grazie alla legge 107, la cosiddetta «buona scuola», possono superare dopo anni e anni la condizione di precariato».

Una sanatoria per 71.643 insegnanti: resta il mito della corsa al posto fisso

Il numero di richieste di immissione in ruolo, però, è stato inferiore ai posti disponibili: sono previste, infatti, 102.734 assunzioni, di cui 47.476 per posti vacanti e esistenti, ai quali si aggiungono 55.258 posti dell’organico previsto per il potenziamento dell’offerta formativa. In totale ci saranno: 39.010 assunzioni nella scuola dell’infanzia e nella primaria; 24.417 per la scuola secondaria di I grado; 38.723 per la secondaria di II grado; 584 insegnanti tecnico-pratici per il potenziamento dell’autonomia.

Gli aventi diritto sulla carta erano 130 mila, ma 27 mila sono stati già sistemati nella prima fase dell’operazione antiprecariato.

Difficile conteggiare – spiega “Il Mattino” – il numero di quelli che pur avendone i requisiti hanno rinunciato a presentare domanda: secondo le pri me stime del ministero si aggirerebbero intorno ai 18 mila, ma si tratta di conteggi largamente orientativi: le cifre precise arriveranno solamente dopo ferragosto. Certamente non si è verificata, però, l’ondata delle rinunce tenuta dai sindacati. A voler essere ottimisti si potrebbe pensare che qualcuno abbia già trovato una diversa sistemazione, a voler essere realisti è facile ipotizzare che chi ha già famiglia ha rinunciato. Nelle graduatoria ad esaurimento (quelle degli aventi diritto), ci sono infatti anche molti cinquantenni: per loro rifarsi una vita lontano dalla famiglia non sarebbe stato facile. E a conti fatti tra una supplenza a casa propria e il posto fisso a centinaia di chilometri hanno giudicato più conveniente, anche dal punto di vista economico, rinunciare e non partecipare alla corsa per il posto fisso.