Le compresse-killer a forma di cuoricini: ecco come l’ecstasy uccide

La chiamano “droga da discoteca” perché lo spaccio principale dell‘ecstasy è davanti e dentro i templi della musica, del divertimento giovanile, non fa sentire la fame e la stanchezza e permette di ballare per ore a ritmo sfrenato. Aiuta a demolire le barriere di comunicazione verbali e fisiche, per questo è usata nei locali in cui tutto si consuma nello spazio di poche ore. E quando una dose non basta se ne assumono di più, come è capitato al giovane di Città di Castello morto il 19 luglio scorso dopo essersi sentito male mentre ballava al Cocoricò, il locale di Rimini che il questore ha deciso di chiudere per quattro mesi dopo una scia di casi di decessi per droga e intossicazioni.

L’ecstasy non è solo droga da discoteca

Conosciuta anche come Mdma, acronimo del principio attivo in essa contenuto (MetilenDiossiMetAmina), è una delle droghe cosiddette “ricreazionali” più diffuse tra i giovani, che la consumano prevalentemente nelle discoteche e negli altri luoghi di aggregazione giovanile. La Polizia di Stato sul suo sito spiega che viene solitamente venduta sotto forma di compresse colorate, con nomi e disegni originali (per esempio mezzaluna, cuoricini, delfini), che le contraddistinguono sul mercato e ne indicano i differenti effetti. Tra questi ipertensione, accelerazione del battito cardiaco, dilatazione delle pupille, temporaneo incremento dell’energia dell’individuo e riduzione dell’appetito. L’ecstasy è un’anfetamina che ha pure effetti allucinogeni; risulta molto pericolosa anche per i gravi disturbi dello stato di vigilanza che provoca e che “molto spesso – aggiunge la Polizia – è responsabile della triste serie di incidenti stradali che si verificano nelle ore notturne, soprattutto in occasione dei fine settimana (le cosiddette “stragi del sabato sera”)