Ecco come immaginiamo il tragitto dei disperati sui taxi della morte

Perciò li prendono in carico a 20, 21 miglia dalle coste libiche. Una distanza irrisoria. Praticamente sono ancora nel porto quando le navi militari italiane che pattugliano la zona intervengono. Perciò è gioco facile per i negrieri di questi veri e propri taxi della morte: venite su coraggio, starete stretti, ma basta avere un po’ di pazienza: perchè le navi che sono proprio davanti alle coste vi caricheranno a bordo. Ecco,  a dirla tutta é questo che spinge migliaia di disperati a rischiare la vita. E a perderla. Perciò in tanti, stremati e pure affamati salgono, si stringono e sperano. Perciò accettano di soffrire ancora, di essere stipati in stive puzzolenti dove l’aria si satura velocemente coi gas di scarico. Tanto sarà per poco. Perchè l’ha detto pure il grande sciamano vestito di bianco. Perchè le navi sono proprio li fuori dal porto. Quelle belle navi, grandi e accoglienti. Quelle che li porteranno in Italia. E perciò in Europa. Perciò, svelti a salire a bordo di questo carretta. Stringetevi l’un l’altro e abbiate pazienza. Un’ora, due o, forse, al massimo tre e tutto finirà. Perchè è certo che tutto finirà. Finiranno le sofferenze, finiranno i sacrifici immani di un viaggio che dura da mesi, in preda alla disperazione o allo sconforto perchè dove si è nati e cresciuti non c’è nulla da fare e niente da mangiare. Quelle belle navi biancastre, anzi grigie sono lì, incrociano all’orizzonte. Si vedono. Un po’ di sforzo, ancora un po’ e la meta sarà raggiunta. Il posto migliore dove vivere e crescere i figli. Il miraggio chiamato Europa di cui tutti parlano e dove tutti vogliono andare. Perché tutto si sopporta, tutto pur di andare in quel posto magico. Si sopportano persino quei due  energumeni che li spingono a bordo, le loro maniere spicce, la richiesta di soldi, sempre soldi, gli ultimi. E perciò si sopporta pure l’ultima angheria. Che quelli che hanno pagato di più possono stare in coperta, possono sedersi sui bordi di questo barcone puzzolente e guardare il mare. Mentre loro che hanno dato fino all’ultimo spicciolo dovranno accucciarsi sottocoperta, nella stiva. Accanto al vano motore, che sbuffa e impesta l’aria di gas. Tanto le navi sono li, sono vicine. Tanto li verranno a prendere. Probabilmente l’ultimo pensiero. Prima della fine.