Casamonica, le ammissioni della giunta Marino: “Il Pd ha chiuso gli occhi”

«C’è un ritardo della politica romana, che nella migliore delle ipotesi non si è accorta e, nella peggiore, ha chiuso gli occhi. Nel silenzio su Ostia il Pd aveva una quota parte di responsabilità. Lo stesso vale per Roma. Ma c’è un passaggio che il Pd ha fatto e altri no: ne ha preso coscienza». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, l’assessore ai Trasporti del comune di Roma Stefano Esposito, commissario dei dem di Ostia. «La verità è che per troppi a Roma la mafia non esiste. I Casamonica vengono trattati come famiglie di zingari minori, invece sono pericolosissimi», dichiara Esposito. «Il comunicato della Questura mi ha fatto ridere amaro. Dice: quello morto era un personaggio minore. Ma se muore il capostipite di un clan a Napoli o a Reggio Calabria, il questore chiama subito e dice: il vostro funerale si farà alle cinque del mattino, in forma strettamente privata». Per Esposito le dimissioni del Questore non servirebbero. «Qui c’è un concorso di colpe. Mi risulta, per esempio, che i Casamonica abbiano case comunali in abbondanza a Roma. Ecco, vanno tutti presi e cacciati. Marino non è un politico navigato e questo è il suo difetto e il suo pregio. Per questo, in questi due anni, ha messo il dito nella piaga. E il sistema gli si è rivoltato contro. Ma più che a Roma penso al litorale. Io auspico che il 27 sia sciolto per mafia il Comune di Ostia», dice l’assessore. Sulla capitale, invece, “non raccontiamoci balle, non possiamo permetterci il commissariamento per mafia di Roma. Ci vuole un minimo di senso dello Stato. Sarebbe come dire che l’Italia è un Paese mafioso. E poi i clan si sono pappati Ostia, non ancora Roma».