Casamonica, FdI contro Renzi: «Se fossero state bombe e non petali»?

La bufera non si placa sul funerale-show stile “Il Padrino” del boss Casamonica nella chiesa Don Bosco di Roma. Lo “sfregio” alle istituzioni portato dal triste spettacolo diventa come ovvio un caso politico. Sotto accusa il ministro dell’Interno Alfano, il quale ha chiesto una relazione dettagliata al prefetto Gabrielli, il sindaco Marino,. Ma anche il premier Renzi non può chiamarsi fuori dal caso del boss dei Casamonica. «A poche settimane dall’inizio del Giubileo, il volo dell’elicottero sul popoloso quartiere Tuscolano della Capitale, non autorizzato, dimostra che Roma è vulnerabile. Potevano tirare bombe anziché petali e potevano essere terroristi anziché nostalgici del Padrino». Il ragionamento del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Fabio Rampelli, non fa una piega e vengono i brividi solo a pensarlo, tanto è il livello di insicurezza in cui versa la Capitale. Incalza ancora Rampelli: «E la risposta del sindaco, del prefetto e del questore quale sarebbe stata? La verità è che chi doveva vigilare non ne è stato capace. Roma è stata gettata nel ridicolo ancora una volta agli occhi del mondo», commenta Rampelli che annuncia: «È già pronta l’interrogazione parlamentare cui dovrà rispondere Renzi su chi e con quali mezzi a Roma deve garantire la sicurezza dei cittadini e stroncare la delinquenza, a iniziare da quella dei nomadi».