Carceri, gli agenti picchiati e feriti dai detenuti. Ma la sinistra lo nasconde

Tutti a prendersi cura dei detenuti, delle loro condizioni nelle carceri. Nessuno spende una parola per gli agenti che devono far fronte a situazioni infernali, spesso finendo all’ospedale. Un silenzio colpevole. «Per il Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria (Dap) le condizioni di vita dei detenuti, in linea con le prescrizioni dettate dalla sentenza Torreggiani, sono migliorate in Italia. Non si dice, però, che le tensioni del sistema penitenziario italiano continuano a scaricarsi sulle donne e gli uomini del Corpo di Polizia penitenziaria, quotidianamente impegnati a contrastare le tensioni e le violenze che avvengono nelle nostre carceri vedono spesso i nostri agenti, sovrintendenti, Ispettori picchiati e feriti dalle violenze ingiustificate di una consistente fetta di detenuti che evidentemente si sentono intoccabili»: lo afferma in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe, commentando i dati del monitoraggio disposto dal Dap per la verifica periodica degli interventi messi in atto per il miglioramento delle condizioni detentive.

Carceri, i dati delle aggressioni alla polizia penitenziaria

«I dati sono gravi e sconcertanti – sottolinea Capece – e sono utili a comprenderli organicamente la situazione delle prigioni del nostro Paese: ometterli è operazione mistificatoria. Dal primo gennaio al 30 giugno 2015 nelle 198 carceri italiane si sono infatti contati 19 suicidi di detenuti, 2 di poliziotti penitenziari, 34 decessi per cause naturali in cella, 465 tentati suicidi sventati in tempo dai poliziotti penitenziari e 3.163 atti di autolesionismo posti in essere da detenuti. Ancora più gravi i numeri delle violenze contro i nostri poliziotti penitenziari: parliamo – prosegue il segretario del sindacato di polizia penitenziaria – di 2.095 colluttazioni e 449 ferimenti. Ogni giorno, insomma, le turbolenti carceri italiane vedono le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria fronteggiare pericoli e tensioni e per i poliziotti penitenziari in servizio le condizioni di lavoro restano pericolose e stressanti. Ma il Dsp queste cose non le dice». Campania, Puglia e Lombardia – ricorda da ultimo il Sappe – sono le regioni d’Italia nelle cui carceri si sono contati maggiori ferimenti e colluttazioni (55, 54 e 53) mentre è nelle carceri della Toscana che si sono contati più atti di autolesionismo, 501, nel primo semestre del 2015.