Canna passiva, il militare accusato di aver fumato cannabis è stato assolto

Canna, fumare direttamente o inalare il fumo passivo di cannabis può sortire gli stessi effetti? Sembrerebbe proprio di sì, e una sentenza del Tar lo conferma: l’inalazione di fumo passivo di cannabis può d lasciare tracce analoghe a quelle dovute all’effettivo consumo. Il Tribunale amministrativo regionale di Bolzano, infatti, ha dato ragione a un graduato dell’esercito italiano, sospeso dal servizio per quattro mesi dopo l’esito positivo di un drug test.

Canna e fumo passivo

Il caporal maggiore – scrive il Corriere dell’Alto Adige che ha seguito la vicenda –  ha affermato davanti ai giudici di non fumare, ipotizzando la «involontaria inalazione di fumo passivo dovuto alla convivenza di sei mesi con la propria compagna, la quale a causa di gravi motivi personali, aveva cominciato a fare uso di cannabinoidi». Dunque, la logica conseguenza della sentenza è stata l’annullamneto della sospensione temporanea inflitta al militare.

La vicenda del militare sospeso

Il ragazzo in questione, oggi riabilitato e rimesso in servizio dalla sentenza del Tar,  era risultato positivo a un drug test effettuato nel maggio 2013 dal Dipartimento militare di medicina legale di Padova. L’esito è stato poi confermato anche dalla controanalisi sullo stesso campione di urina, mentre un esame del capello, fatto alcune settimane dopo, ha dato invece esito negativo. Come sostenuto dalla difesa davanti al Tar di Bolzano, l’ultimo esame, visto la situazione di fumo passivo, è il più attendibile. Il Tar ha così accolto il ricorso, annullando la sospensione disciplinare, e aprendo nuovi inquietanti scenari che, al di là della singola vicenda personale e processuale del militare in questione, getta nuove ombre sulla più “famosa” delle cosiddette droghe leggere…