Cameron spinge: cinque anni di carcere a chi affitta case ai clandestini

Nulla di peggio per un primo ministro che aveva promesso di riprendersi il controllo delle frontiere che assistere impotente di fronte a migliaia di migranti che ogni notte cercano disperatamente di raggiungere il suo Paese. Per il Premier britannico David Cameron, la situazione di Calais si è trasformata in un incubo politico e in una questione diplomatica carica di insidie, in un momento in cui sta rinegoziando il ruolo di Londra nell’Ue. E poco importa che i numeri non siano elevati rispetto ai flussi verso altri Paesi (sono 5 mila i migranti nel campo al di là della Manica). Ormai è crisi.

10 milioni di euro per innalzare una nuova recinzione con filo spinato a Calais

Il Primo Ministro ha utilizzato un linguaggio duro, a uso interno, e proposto una doppia strategia: sicurezza rafforzata sul lato francese del tunnel sotto la Manica e giro di vite sugli immigrati irregolari a casa propria. Il governo ha stanziato quasi 10 milioni di euro per innalzare una nuova recinzione con filo spinato al terminal di Calais, inviato cani poliziotto e guardie, e inasprito le multe per i camionisti inglesi colti a trasportare migranti: rischiano fino a tremila euro per ciascun clandestino trovato a bordo.Il governo sta inoltre considerando la chiusura notturna del tunnel, nonostante danni valutati in centinaia di milioni di sterline.

Padroni di casa colti con affittuari irregolari rischiano fino a cinque anni di carcere.

Cameron vuole rendere meno appetibile il suo Paese, che ha un’economia forte e un mercato del lavoro poco regolato. Ha tagliato i sussidi ai richiedenti asilo e reso la pratica più difficile; ha proposto il sequestro di polizia delle paghe in nero dei migranti e vuole rendere la deportazione dei clandestini più facile. Londra e Parigi hanno chiesto aiuto all’Europa, anche se Cameron si è dimostrato poco disponibile con i migranti che arrivano a Lampedusa.