Botte e sangue nel campo nomadi: un uomo ridotto in fin di vita a Roma

Nel corso di una lite scoppiata nel campo nomadi di via Candoni a Roma, un 45enne di origine rom ha picchiato selvaggiamente un uomo di 57 anni, riducendolo in fin di vita. Le condizioni di quest’ultimo sono apparse subito gravi e i medici lo hanno sottoposto a due delicati interventi chirurgici alla testa, mentre l’aggressore è stato arrestato. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato San Paolo i quali, malgrado il muro di omertà eretto dagli stessi occupanti del campo nomadi, sono riusciti comunque a ricostruire i momenti più tragici della vicenda e a dare un nome al probabile aggressore. Braccato dalla Polizia, quest’ultimo si è presentato ai Carabinieri di Villa Bonelli con il figlio di 10 anni raccontando che il “nemico” era caduto, sbattendo la testa, a causa di una spinta del minore. Versione apparsa come un evidente tentativo di depistaggio. Dopo averlo consegnato alla polizia, il rom è stato portato in carcere.

Dal campo nomadi alle violenze degli immigrati

Un albanese di 55 anni, Sabri Alija, è morto all’ospedale di Alessandria per le conseguenze di una coltellata al torace. Ad aggredirlo nei pressi di una sala bingo, per futili motivi legati al gioco, un connazionale, Polisi Haziz, 47 anni. La vittima ha tentato di difendersi con una spranga di ferro, ma ha avuto la peggio. L’aggressore è stato arrestato dalla squadra mobile della polizia nel suo appartamento. In casa aveva nascosto l’arma del delitto, un grosso coltello. I carabinieri di Ferrara, invece, hanno sgominato un giro di prostituzione tra la provincia estense e Bologna: due arresti, una denuncia e tre appartamenti posti sotto sequestro. Eseguite ordinanze di custodia cautelare a carico di una cinese 50enne residente a Ferrara e un 67enne. La donna è stata individuata e fermata mentre era impegnata a giocare nel casinò di Saint Vincent (Aosta). Conosciuta con il nome di Lilly, attirava la clientela con annunci on line di “ragazze orientali sexy”.