Banda larga in tutta Italia: Renzi promette investimenti da 12 miliardi

Il piano del governo per estendere a tutto il Paese l’accesso superveloce ad internet entro il 2020 comincia a muovere i primi passi. «Abbiamo staccato il primo assegno da 2 miliardi e 200 milioni» ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine della riunione del Cipe che ha stanziato le prime risorse per un progetto «che vale 12 miliardi di euro, di cui 7 pubblici e 5 privati» in sette anni.

Renzi: «Pronti 2,2 miliardi, partiamo in autunno».

«È un primo cospicuo intervento economico sul piano della banda ultralarga. In autunno partiranno i primi interventi: è l’infrastnittura più importante dei prossimi venti anni, e il nostro obiettivo è la copertura totale del Paese». «Oggi ingraniamo la quinta e per gli operatori, a questo punto, non c’è altro da fare che mettersi subito in gioco» ha detto Renzi. Che ieri ha commentato favorevolmente la fusione tra Wind e 3 Italia, ma anche la sigla dell’accordo tra il ministero dello Sviluppo e Telecom Italia per un investimento di 750 milioni di euro proprio per la banda larga nel Mezzogiorno.

Renzi: «Dei 12 miliardi totali, 5 arrivano dai privati e 7 sono pubblici».

Il successo del piano per Internet super veloce dipenderà in gran parte proprio dai privati, e dalla capacità dell’esecutivo di coinvolgerli nel progetto. Il governo è pronto a mettere sul piatto 7 miliardi di euro, ma per raggiungere l’obiettivo di portare entro il 2020 una connessione internet a 100 Mbps (megabit per secondo) all’85% della popolazione, e garantirne uno di 30 Mbps a tutti, servono almeno altri 5-6 miliardi di investimenti privati, che il governo stimolerà anche ricorrendo ad agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto. Dei sette miliardi di fondi pubblici, ha detto ieri Renzi, 4,9 vengono dal bilancio nazionale, 3,5 dei quali dai Fondi di sviluppo e coesione, e altri 2,1 dal bilancio Uè, attraverso i Fondi regionali destinati all’Italia.