“Siamo arrabbiati, meglio stare zitti”: parlano i familiari dei nostri Marò

Siamo un po’ arrabbiati», una frase sobria ma che racchiude tutto il disappunto, l’avvilimento per l’ennesimo nulla di fatto sulla vicenda Marò. Michele Girone, papà del fuciliere di Marina Salvatore Girone, commenta così la sentenza del tribunale di Amburgo che non si è pronunciato sulla richiesta dell’Italia di far rientrare in Italia il militare che da più di tre anni e mezzo è trattenuto in India. «Preferisco non commentare»: anche Paola Moschetti, compagna del fuciliere di Marina, Massimiliano Latorre, è sarcastica sulla sentenza del tribunale di Amburgo che non si è pronunciato sulle richieste dell’Italia in relazione al caso dei nostri fucilieri trattenuti da più di tre anni e mezzo a Nuova Delhi. Il tribunale di Amburgo avrebbe dovuto decidere anche se Latorre può restare in Italia, dove si trova da qualche mese con un permesso speciale per cure mediche, fino alla fine della procedura di arbitrato internazionale. Si tratta di un’ennesima  giornata di delusione e di amarezza: il nostro governo come sempre non porta a casa niente. Fossero militari di un paese più serio, sarebbero liberi da tempo.

Sui Marò, la delusione in Rete

E pensare che la giornata era iniziata con l’immagine di un quadrifoglio portafortuna sul profilo Facebook di Massimiliano Latorre, mentre attendeva la sentenza del Tribunale di Amburgo che avrebbe potuto decidere la sua permanenza in Italia e il ritorno in Patria del commilitone Salvatore Girone. “Buon giorno amici, come sempre grazie”, si leggeva. La speranza dei sostenitori era piovuta a valanga nei commenti (“Speriamo si risolva tutto” e “Tutti uniti fino all’ultimo e che la giustizia possa trionfare”). Ora la speranza è senta e cede il posto alla delusione nei post più recenti (“Senza parole”) ma anche agli inviti a non abbattersi (“Tifiamo per voi”; “Fatevi coraggio”).