Ancitel, l’autogol di Rughetti col Fatto Quotidiano: ecco il botta e risposta

Non ci sta il sottosegretario Angelo Rughetti a vedersi descritto come colui che di fatto ha “affossato” Ancitel, la controllata dell’Anci cui Il Fatto quotidiano ha dedicato un lungo articolo in cui parlava di spese anomale e passi falsi nella gestione, che poi avrebbero portato al progetto di una «svendita» ai privati. Così l’esponente renziano ha preso carta e penna per replicare al giornale, spiegando che lui con quelle vicende non c’entra niente.

Le precisazioni di Rughetti al Fatto Quotidiano

«In relazione all’articolo dal titolo “Ancitel, Rughetti e gli strani affari prima della svendita” vorrei precisare alcuni contenuti rispetto a quanto da voi pubblicato», ha scritto Rughetti, chiarendo che «non mi occupo più delle società partecipate dell’Anci, né tanto meno di Ancitel, e delle loro vicende dal giorno delle mie dimissioni da Segretario Generale, nel lontano 2013. Men che meno, quindi, mi occupo della loro vendita». «Per dirla in sintesi, non capisco a che titolo io possa essere coinvolto nelle vicende descritte nel vostro articolo», ha aggiunto il sottosegretario alla P. A., dicendosi «dispiaciuto della situazione di crisi in cui versa Ancitel» e aggiungendo che dire che lui abbia in qualche modo potuto danneggiarla, anche solo involontariamente, «lede pesantemente la mia persona».

La replica: «Sugli accordi c’è la sua firma»

Per Il Fatto Quotidiano, però, la precisazione non solo non ha sgombrato il campo dalle responsabilità attribuite a Rughetti, ma ha finito per offrire la sponda per ribadirle. «Sulle vicende riportate: sono partite da accordi tra Anci, all’epoca in cui (Rughetti) era segretario generale, e la sua controllata Ancitel. E portano anche la sua firma», è stata la replica di Carlo di Foggia, il giornalista che ha firmato l’articolo “incriminato”, che ha chiarito: «Questi accordi ora sono stati bloccati dal nuovo amministratore delegato».