“Altra Italia”: il progetto di Berlusconi prevede un “manager” in ogni Regione

Un gruppo di venti personaggi della società civile, uno per ogni regione, costituiranno «Altra Italia». I nomi delle persone che saranno coinvolte ancora non sono stati resi noti, ma il Cavaliere, insieme con il senatore Andrea Mandelli, sta vagliando i profili di una serie di imprenditori e «uomini del fare» che possano dare appeal al progetto. «In un Paese dove non esiste rappresentanza perché la metà degli elettori non va a votare – dice Mandelli, negli ultimi mesi vicinissimo all’ex premier – è giusto che al di là di qualsiasi contenitore politico si cerchi di mettere in campo differenti modi per coinvolgere i cittadini a partecipare alla vita politica del Paese».

L’emorragia di consensi che sta subendo Forza Italia è al centro dei pensieri di Berlusconi.

La strategia della fondazione servirà soprattutto per inglobare persone altrettanto giovani, che magari riescano ad essere percepite come distanti dai palazzi del potere e più in sintonia con il sentire dei comuni cittadini. E se preoccupa l’emorragia di voti, Berlusconi non ha preso a cuor leggero nemmeno la diaspora che nel tempo è avvenuta nel suo partito. La fondazione potrebbe rappresentare anche una «terra di mezzo» dove far convergere le diverse anime del centrodestra: dalla Lega a Forza Italia, da Fratelli d’Italia e forse persino i gruppi di Fitto e Verdini. All’ufficio di presidenza di martedì, i fuoriusciti sono stati bollati come «professionisti della politica», ma l’ex premier è consapevole – si legge su “il Mattino” – che senza l’apporto di tutti i diversi soggetti sarà difficile per i moderati tornare al governo. Senza unità non c’è consenso e la fondazione – nei piani del Cavaliere – servirebbe anche a creare un laboratorio di dialogo tra le diverse sensibilità esistenti nel centrodestra, senza però impegnare i vari partiti da un punto di vista parlamentare. Un pensatoio estraneo alle dinamiche di Camera e Senato, le aule parlamentari dove invece Berlusconi ha intenzione da settembre di sferrare attac chi al governo.

L’ex premier avrebbe anche voglia di ritornare in tv

«Altra Italia» non sostituirà il partito, ma viaggerebbe parallelamente a Forza Italia. La classe dirigente esistente è per ora al sicuro, anche perché vi è la necessità di non generare ulteriori strappi e malcontenti. «Al momento quello della fondazione è solo un progetto – riferisce Mandelli – l’intenzione è quella di creare un pensatoio che possa riportare al centro i veri problemi dei cittadini e cercare nuove forme di partecipazione».