Alle Coop rosse un altro maxiappalto: 1 miliardo e 188 milioni di euro

Ricordate la “cricca” di (im)prenditori pronti a spartirsi la torta dell’emergenze e delle calamità nazional-naturali? Uno scandalo scoppiato con gli appalti per la ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto 2009 e che trovò un impareggiabile megafono nella risate di compiacimento per la città accartocciata di Francesco Piscicelli, titolare di un’impresa attrezzata alla bisogna, che in quelle drammatiche immagini che cominciavano a scorrere in tv vedeva soprattuto il colore dei soldi piuttosto che sentire il tanfo della morte. L’inchiesta travolse anche Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ma soprattutto tecnico che godeva della massima fiducia dell’allora premier Silvio Berlusconi. Risucchiarlo nel gorgo dell’inchiesta fu un piacere per magistrati e giornalisti. Bastava la sua presenza a dimostrare l’irredimibilità del centrodestra di governo.

Calamità=business e coop rosse. Ma chissà se ora la sinistra s’indignerà

Chissà se eguale furore ideologico e pari indignazione mediatica susciterà ora la notizia lanciata dal sito Lanotiziagiornale.it in un articolo a firma Stefano Sansonetti che parla di un «ragguardevole colpaccio estivo» messo a segno dalle «coop rosse». Trattasi di un vero maxiappalto: in ballo, infatti, c’è la fornitura alla Protezione civile di un massimo di 18 mila “soluzioni abitative di emergenza”, in pratica – spiega Sansonetti – «quei prefabbricati in cui vengono alloggiate le persone colpite da calamità naturali». La stazione appaltante è la Consip, la centrale acquisti del Tesoro che si occupa degli applati per forniture e servizi per la P.A., che qualche mese fa ha deciso di mettere a gara la fornitura dei prefabbricati per un valore massimo di 1 miliardo e 188 milioni di euro con una durata prevista di 6 anni. «Uno dei bandi pubblici – informa sempre Sansonetti – più costosi».

Nel consorzio c’è anche la coop di Buzzi, quello di “Mafia Capitale”

La relativa procedura è stata espletata e lo scorso 5 agosto è arrivata l’aggiudicazione definitiva. E, sorpresa delle sorprese, ad aggiudicarsi due lotti su tre è stato un raggruppamento con dentro il Cns (Consorzio nazionale servizi), autentico colosso bolognese aderente alla galassia della rossa Legacoop. E non è tutto perché al Cns aderisce tuttora la cooperativa “29 giugno”, quella di Salvatore Buzzi, ritenuto dalla Procura di Roma insieme a Massimo Carminati uno dei presunti artefici del sistema di “Mafia Capitale”. Secondo l’articolista de Lanotiziagiornale.it, il Cns ha incassato due lotti in compagnia di raggruppamenti in cui figurano quasi sempre le stesse società: Cogeco 7 srl, Modulcasa Line spa, Ames spa, Nac system spa, Fae industria alloggi prefabbricati spa e Consorzio stabile Arcale. ha quindi ragione Sansonetti quando sottolinea che maxiappalti così rilevanti trovino «le coop rosse, come in altre circostanze le coop bianche, sempre pronte ai nastri di partenza». E poi dice che uno si butta a sinistra.