Allarme carceri: agenti sempre più a rischio, sei feriti in sette giorni

Cinque agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti e colpiti con violenza da un internato nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta). Carceri sempre più a rischio, renderlo noto è Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. L’aggressione – sottolinea – fa seguito a quella avvenuta alcuni giorni fa nel carcere di Benevento. «Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità – dice Capece – i numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotti feriti e celle devastate». Capece chiede al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al capo dell’Amministrazione penitenziaria Consolo, di adottare «con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dalla sospensione della vigilanza dinamica delle sezioni detentive e dalla dotazione ai Baschi Azzurri di strumenti di difesa personale».

 Carceri: è allarme anche a Frosinone

Pochi giorni prima un caso analogo, un assistente di polizia penitenziaria del Carcere di Cassino (Frosinone) è rimasto ferito finendo in ospedale. La denuncia, in questo caso, è arrivata dalla Fns-Cisl Lazio. L’episodio di aggressione si è verificato sabato sera, intorno alle 19. A colpire al volto l’agente, secondo il sindacato, è stato un marocchino di 27 anni. Tutto si sarebbe verificato durante un litigio tra detenuti all’interno di una cella della seconda sezione, che si trova al terzo piano del penitenziario. L’assistente capo, 50 anni, è ricoverato all’ospedale Santa Scolastica. Nel carcere di Cassino si trovano reclusi 224 detenuti, ma gli agenti di polizia penitenziaria sono appena 130 rispetto ai 160 previsti. «Quanto accaduto a Cassino è preoccupante – dice Massimo Costantino, segretario generale aggiunto della Fns-Cisl – e i poliziotti penitenziari continuano ad essere picchiati e feriti nell’indifferenza delle varie autorità dell’amministrazione penitenziaria. È auspicabile prendere provvedimenti affinché tale aggressioni possano essere evitate».