Addio signor Rossi: Hu, Chen e Singh i nomi più diffusi tra i commercianti

Tempi duri per i commercianti italiani. Il cognome Hu, di evidente origine cinese, è diventato il più diffuso tra quelli dei nuovi imprenditori lombardi, seguito da Chen e quindi dall’indiano Singh. Il primo cognome italiano nella classifica dei più ricorrenti arriva solo al quarto posto ed è quello Ferrari, seguito da Colombo. Sono i dati delle nuove imprese individuali elaborati dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, afferma una nota, sulle nuove imprese create in regione tra gennaio e agosto. Dopo il quinto posto di Colombo, bisogna aspettare il 13/esimo posto in classifica per arrivare a “signor Rossi”, preceduto dagli Ahmed, i Lin, Mohamed, Zhou, Wang e Liu. A Bergamo “vincono” i Locatelli, a Como e Lecco i Colombo, a Monza e Brianza i Villa, a Pavia i Ferrari, mentre gli Hu sorpassano tutti a Milano e i Singh sono i più ricorrenti a Brescia, Cremona, Lodi e Mantova. Hu è il cognome più diffuso anche tra i titolari di imprese nate tra gennaio e agosto del 2015 in Veneto e Piemonte. Mentre Hossain vince nel Lazio, e Chen in Toscana. I cognomi italiani resistono per il momento solo in Puglia con Greco al primo posto e in Emilia Romagna dove c’è ancora un sostanziale testa a testa tra Hu e Rossi.

Boom di commercianti cinesi e marocchini

Secondo quanto rileva uno studio di Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati degli ultimi tre anni del Registro delle imprese, c’è un boom di imprese di stranieri negli ultimi tre anni in Italia. Sono 86mila in più, infatti, le imprese create dagli immigrati tra il 30 giugno 2012 e il 30 giugno 2015. Complessivamente, sono oggi poco meno di 540mila, pari all’8,9% del tessuto produttivo nazionale, con una presenza cospicua soprattutto nelle Costruzioni, nel Commercio all’ingrosso e al dettaglio, nel noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese e nei servizi di alloggio e ristorazione. I cinesi sono leader nell’abbigliamento con il 45% del totale mentre i marocchini guidano nel commercio. Dallo studio emerge che Prato, Trieste, Firenze, Imperia e Reggio Emilia sono le province con la più alta incidenza di imprese straniere sul totale. Sul fronte opposto ci sono Taranto, Potenza, Oristano, Matera e Bari.