Addio all’IRAP agricola: il Governo vuole premiare un settore in crescita

Il governo pensa all’eliminazione dell’Irap, la tassa che grava su tutte le attività produttive, per il settore agricolo. Una disposizione da inserire già nella prossima legge di Stabilità, che dovrà essere presentata entro il 15 ottobre, per renderla, quindi, operativa già nel 2016. All’ipotesi sta lavorando da settimane il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, d’intesa con Palazzo Chigi. In pratica si anticipa di un anno per l’agricoltura l’intervento sull’Irap già annunciato per tutti dal presidente del Consiglio per il 2017.

Tagliare l’IRAP significa causare un buco nel bilancio delle Regioni

In particolare con la razionaiizzazione dei costi e una diversa modulazione dell’Iva speciale per le grandi imprese del primario, allineando il modello italiano a quello di altri Paesi europei. Nel settore agricolo l’Irap pesa per oltre 200 milioni di euro l’anno e grava su circa 250 mila imprese, per lo più di piccole dimensioni. Per avere un’idea, nell’anno d’imposta 2012, i contribuenti sono stati in totale 239.560. Di questi 227.878 hanno versato importi fino a 1.907 euro; poco più di cinquemila rientrano nello scaglione successivo, fino a 5.400 euro, 3.400 imprese hanno versato fino a 8.594 euro, e così via a scalare. Tra le aziende di grandi dimensioni – la base imponibile è rappresentata dal valore della produzione, è proporzionale al fatturato e non all’utile solo 84 imprese hanno versato tra gli 83.824 e i 227.597 euro, e io aziende fino a 2,5 milioni.

Il Jobs Act non è servito praticamente a nulla, per gli imprenditori agricoli

L’idea del governo è agevolare gli imprenditori agricoli che non hanno beneficiato molto dell’abbattimento del costo del lavoro sui contratti a tempo indeterminato, visto che il settore utilizza per lo più contratti stagionali. E tutelare il reddito degli agricoltori in un momento delicato per alcuni settori come la zootecnia, l’ortofrutta e l’olivicoltura italiana. La misura dovrebbe sommarsi alla scelta, già annunciata dal premier, di eliminare l’Imu agricola dal prossimo anno. Se entrambi i provvedimenti andassero in porto, nel complesso il taglio delle tasse per le imprese agricole supererebbe i 500 milioni di euro già da gennaio. In un contesto di difficoltà generali, il comparto vede comunque nascere nuove imprese.