Vertice al Viminale sul terrorismo islamico. “Alto livello di attenzione”

Continua a destare allarme la minaccia terroristica legata al fondamentalismo islamico e all’Isis. Dopo il ritrovamento di documenti dell’Isis sui possibili attacchi al nostro Paese e , in particolare, al Vaticano, è tornato a riunirsi il Comitato Nazionale dell’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Presieduto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il Comitato “ha fatto il punto sullo stato della sicurezza del Paese, confermando la necessità di tenere alto il livello di attenzione”.
Tra le misure adottate è stato espresso “parere favorevole sulla proroga, fino al 31 dicembre 2015, del Piano di impiego del contingente di militari, appartenenti alle Forze Armate, nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili”. Alla riunione , oltre al ministro Alfano, hanno partecipato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, il Capo di gabinetto, Luciana Lamorgese, i vertici nazionali delle Forze di polizia e dei servizi di Intelligence e il Capo di Stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano.

Terrorismo, una delegazione della Camera in Tunisia

Desta apprensione anche l’evolversi della situazione in Tunisia, dopo l’attentato sulla spiaggia di Sousse. Una delegazione della Commissione Esteri della Camera si recherà in Tunisia per assicurare la solidarietà del governo italiano ma soprattutto per assicurare un sostegno fattivo ad un paese sempre più bersaglio del terrorismo. Guidata dal presidente Fabrizio Cicchitto, lunedì prossimo, 13 luglio, la delegazione avrà una serie di incontri con il presidente della Tunisia, con il ministro degli Esteri ma anche con il capo del partito di ispirazione islamica. “É la terza volta che una delegazione della Commissione si reca in Tunisia – ha spiegato in conferenza stampa Cicchitto – e lo fa perché riteniamo che sia un paese strategicamente di grande importanza. É stato il primo punto di caduta delle cosiddette ‘primavere’ e, soprattutto, ha avuto un percorso significativo di sbocco sul terreno democratico-parlamentare. Nella dialettica tra forze laico-moderate e forze islamiche c’è stato un confronto diverso e positivo rispetto a quanto avvenuto ad esempio in Egitto e oggi c’è una collaborazione politica”.