Unioni civili, Alfano si ritrae dalla mischia. E Renzi respira

Rieccolo, Alfano, esperto in tonitruanti penultimatum ed incruente battaglie da penultima spiaggia. Rieccolo il leader che prometteva di immolarsi sulle barricate delle preferenze per poi trasformarsi in strenuo alfiere di capilista bloccati e candidature multiple. Da tempo Angelino da Agrigento ci ha fatto intravedere il suo impasto, un mix di ambizione parolaia e concreta incapacità immortalata nella sublime e classicheggiante sintesi del Cavaliere ai tempi della loro grande intesa: «Manca di quid». Dove per quid s’intende un po’ tutto, dagli attributi alla determinazione, alla coerenza, all’abnegazione, all’astinenza da poltrona.

Le cronache recenti sembrano dare ragione al vecchio leader anche se un pregio, ad Alfano, bisogna riconoscerlo: riesce sempre a rimandare il giudizio finale ad un appuntamento successivo, ad un’altra occasione, ad un’ulteriore battaglia. Quella ora attesa si chiama unioni civili, formula un tantinello asettica dietro cui la sinistra nasconde l’equiparazione tra matrimonio e nozze gay con tanti saluti alla “Costituzione più bella del mondo” e a quel minimo di considerazione che un presidente del Consiglio di solito riserva ad un partner di governo che sull’argomento esprime convinzioni addirittura opposte. A Renzi invece , invece, di quel che pensa Alfano non gliene frega niente, va dritto come un treno e fissa per settembre la data in cui il ddl Cirinnà diverrà legge dello Stato.

E Alfano che fa, dopo aver minacciato fuoco e fiamme? «‘Na beata mischia», per dirla alla Cetto La Qualunque. Anzi, no qualcosa fa: consegna a Sky Tg24  una dichiarazione in cui fa sapere che «queste materie non fanno parte del patto di governo». In pratica non c’è stato dato né ricevuto «alcun diktat». Tutto tranquillo, insomma. Sulle unioni civili Renzi non rischia. Ma, allora, qual è la linea del Ncd sul tema? Eccola spiegata dall’ineffabile Alfano: «Sì al riconoscimento dei diritti individuali, rafforzando le tutele patrimoniali e il riconoscimento dei diritti, no all’equiparazione del matrimonio per via diretta o indiretta, no alla adottabilità dei figli e no alla reversibilità, perchè se abbiamo tutti questi soldi li diamo alle famiglie in difficoltà». Insomma, tutto rinviato alla prossima… ritirata.