Turchia, l’Isis fa strage di volontari curdi. In azione una kamikaze 18enne

È di almeno 28 morti e 100 feriti il bilancio provvisorio di un attacco kamikaze al centro culturale curdo di Suruc, in Turchia, al confine con la Siria. Secondo la ricostruzione delle autorità locali, a farsi esplodere è stata una ragazza di 18 anni «vicina all’Isis».

In Turchia la preoccupazione del governo

«Siamo preoccupati che il numero dei morti possa crescere. I responsabili saranno trovati e processati presto», è stato il commento del ministero dell’Interno turco, Sebahattin Ozturk, che si è recato a Suruc insieme con il vicepremier, Numan Kurtulmus, e con il ministro della Sicurezza sociale, Faruk Celik. Lo stesso presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che si trovava nell’auto-proclamata Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara, per celebrarne il 41esimo anniversario, ha predisposto l’immediato rientro in patria.

Un kamikaze anche a Kobane

L’esplosione è avvenuta nel giardino di un centro culturale, dove era in corso una riunione dei membri della Federazione delle associazioni della gioventù socialista (Sgdf), in vista della prossima partenza per una missione di ricostruzione di Kobane, la città curdo-siriana che si trova appena oltre il confine e che è stata martoriata dal conflitto con l’Isis dei mesi scorsi. E proprio a Kobane, in contemporanea con quello di Suruc, si è verificato un altro attentato kamikaze, che però non sembra aver fatto vittime. Secondo le fonti della sicurezza di Ankara, citate dal quotidiano Hurriyet, si tratterebbe di un’azione coordinata.