Turchia, arresti e raid aerei contro l’Isis. Blitz anche contro i curdi

Un’offensiva fatta di raid aerei e arresti è stata lanciata dalla Turchia contro l’Isis. Nel mirino, però, sono finiti anche i curdi, in prima fila nei combattimenti contro il Califfato, ma oppositori del regime di Ankara. «Il Paese è determinato a combattere tutti i gruppi terroristici, senza distinzione», è stato spiegato in un comunicato dell’ufficio del presidente Recep Tayyip Erdogan, citato dalla tv al Arabiya.

Il contesto politico

L’operazione antiterrorismo è scattata all’indomani del via libera di Erdogan a Obama per l’utilizzo della base aerea Nato di Incirlik, nella provincia meridionale turca di Adana, da parte della coalizione anti-Isis a guida Usa. Ma sullo sfondo restano anche gli scontri politici interni alla Turchia, acuiti dalla strage di Suruc, durante la quale un kamikaze ha ucciso 32 giovani volontari nel centro di cultura curda. Dopo l’attentato la comunità curda ha puntato l’indice contro il governo, mentre il Pkk è stato accusato di aver realizzato attacchi contro le forze di polizia turche, provocando anche la morte di un soldato. Per questo diversi osservatori ritengono che Erdogan avrebbe colto l’occasione dell’azione anti-Isis per colpire anche gli oppositori interni.

Gli arresti e i raid aerei

Secondo quanto riferito dalla stampa turca, le persone arrestate sarebbero almeno 251, dopo il controllo di 141 indirizzi in 26 quartieri. Inoltre, durante il blitz, che ha impiegato 5mila poliziotti, una donna è morta. La donna, membro del fronte rivoluzionario di liberazione del popolo, il Dhkp-c, un gruppo di estrema sinistra turco, è rimasta uccisa mentre gli agenti cercavano di entrare in un’abitazione per effettuare gli arresti. Sarebbero, invece, almeno 35 i militanti dell’Isis uccisi durante i bombardamenti su obiettivi in Siria, che secondo la tv di Stato turca hanno visto l’impiego di quattro jet. Gli aerei sono decollati dalla base aerea sudorientale di Diyarbakir e hanno sparato missili contro obiettivi Isis nel villaggio siriano di Havar, oltre il confine della provincia turca di Kilis, dove l’altro giorno si erano verificati scontri tra le forze di Ankara e i jihadisti. Tutti gli obiettivi, ha riferito il premier Ahmet Davutoglu, sono stati distrutti, mentre è stata la tv di Stato a spiegare che gli aerei non avrebbero violato lo spazio aereo siriano. Inoltre, secondo quotidiano turco RadikalAssad sarebbe stato informato dei raid.