Treviso, Renzi caccia il prefetto. Gasparri: salta anche Morcone?

Saltano le prime teste per la gestione dell’accoglienza dei migranti. Le proteste dei cittadini di Quinto di Treviso, scesi in strada giovedì scorso per bruciare i materassi e gli arredi destinati ai 101 profughi sistemati negli appartamenti sfitti di un residence, sono costate il posto al Prefetto Maria Augusta Marrosu. La decisione, che dovrà essere approvata dal Consiglio dei ministri, è stata concordata nel corso di un colloquio a Palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e il ministro dell’interno Angelino Alfano. Il benservito al rappresentante di governo a Treviso l’ha dato ad ogni modo il responsabile del Viminale, ieri, parlando a Bruxelles. Da ieri Maria Augusta Marrosu risulta ufficialmente in ferie.

Gasparri: pessimo gesto contro il prefetto

«Pessimo messaggio dal governo e dal Viminale. La rimozione del prefetto di Treviso dimostra che chi dialoga con i cittadini indispettiti dall’invasione degli immigrati clandestini viene penalizzato e chi invece favorisce questa invasione del nostro territorio viene premiato. Il comportamento del governo è inaccettabile e inaudito. Il messaggio è molto chiaro: contano più gli immigrati, i clandestini e i prepotenti dei cittadini italiani», afferma il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri secondo il quale “più che il governo della Repubblica e il ministero dell’Interno abbiamo una centrale al servizio degli stranieri, dell’invasione continua organizzata”. Che poi si chiede: «Anche il prefetto Morcone smentisce Alfano e dice: deludente accordo UE su immigrazione. Sarà cacciato come prefetto Treviso? Il governo ha mentito», è la domanda su Twitter. Proprio oggi Morcone aveva annunciato che “in autunno ci sarà un ulteriore incontro tra i ministri dell’Interno europei per portare a 40 mila le persone da riallocare. Secondo il capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, «auspicavamo i 40 mila senza fare tante storie però prevalgono in questa fase storica preoccupazioni interne».