Treviso, dopo le proteste la prefettura si arrende e trasferisce gli immigrati

Tensione altissima a Treviso, ma alla fine la protesta dei cittadini di Quinto ha vinto, con la prefettura che si è arresa e ha trasferito degli immigrati. Cronaca di una giornata bollente e non solo per il caldo. Dopo le proteste dei cittadini contro l’invasione di immigrati a Quinto, la miccia è esplosa davanti gli uffici della prefettura della città con i centri sociali che hanno contrastato la rivolta dei residenti chiedendo alle istituzioni di gestire «con più umanità»  l’accoglienza dei migranti. Peccato che le case le abbiano date prima ai migranti, mentre gli italiani ancora aspettano.  Ci sono stati urla e spintoni. E anche scontri tra polizia e ultrà: 38 i fermati.

Immigrati, vincono i cittadini

Quanto ai 109 immigrati che erano stati ospitati in un residence di Quinto sono stati trasferiti all’ex caserma “Serena”, a cavallo dei comuni di Treviso e Casier. Un cambio di rotta arrivato dopo la denuncia del presidente del Veneto Luca Zaia che aveva dichiarato inagibili i locali. L’operazione di trasferimento, come confermano fonti del comune di Treviso, è avvenuta senza problemi con l’utilizzo di due pullman. In mattinata, i sindaci di Treviso e Casier, Giovanni Manildo e Miriam Giuriati, avevano incontrato i residenti nell’area dell’ex caserma illustrando le modalità del trasferimento e garantendo il massimo livello di sicurezza e tranquillità. L’area è presidiata dalle forze dell’ordine e da pattuglie della polizia locale. Una notizia che è stata accolta con gioia dai cittadini di Quinto che da giorni protestano. «È una grande vittoria – ha spiegato un residente, che ha partecipato al presidio di questi giorni – frutto di una battaglia condotta civilmente, a parte qualche intemperanza. E soprattutto in un clima di grande solidarietà anche da parte delle persone che non abitano nel condominio». Resta peraltro l’incognita sulla destinazione degli altri 63 immigrati che la prefettura di Treviso ha annunciato arriveranno in zona.

Le proteste e il governatore Zaia

Sul posto è arrivato anche il governatore Luca Zaia: «Sono state ore concitate – ha detto – abbiamo portato avanti una richiesta di trasferimento per questi immigrati e anche per quelli di Eraclea. Sono fiducioso del fatto che quanti stanno vivendo queste difficoltà abbiano la giusta soddisfazione». «Questo è stato un errore bello e buono – ha aggiunto Zaia – perché in questo modo si dà vita ad una visione razzistica ma nei confronti degli italiani». Zaia ha anche aggiunto che sulla vicenda di Eraclea è stato informato sul fatto «che è stata trovata una soluzione. Chiedo a tutti – ha concluso – la massima tranquillità nel momento del trasferimento in modo tale che questa partita si chiuda con civiltà».

Immigrati, il sindaco di Treviso attacca la prefettura

Sulla vicenda era intervenuto anche il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo: «In questi giorni sta emergendo con forza una verità schiacciante: i sindaci della Marca sono al fronte, lasciati soli dal ministro dell’Interno Alfano e dal prefetto – sua emanazione sul territorio – a gestire l’emergenza. Davanti a questa situazione esplosiva continuiamo a denunciare, inascoltati, un problema che non dobbiamo gestire noi».