Suicidio in carcere del presunto killer del gioielliere. Polemica sui controlli

Suicidio e polemiche. Ludovico Caiazza , ritenuto dagli investigatori il killer del gioielliere romano assassinato la scorsa settimana, è stato trovato impiccato in una cella del carcere romano di Regina Coeli. Il suicidio è avvenuto nella serata di domenica: Caiazza, 32 anni,  ha usato un pezzo di lenzuolo. A trovarlo in fin di vita nella cella gli agenti della polizia penitenziaria durante una ispezione dei detenuti.

E’ polemica sui controlli, come spesso accade quando avviene un suicidio in carcere: il detenuto, in isolamento, doveva essere tenuto sotto stretta sorveglianza fino all’interrogatorio di garanzia . Ma i controlli a vista – che dovevano avvenire ogni 15 minuti – non hanno impedito che l’uomo prendesse un lenzuolo e con questo si impiccasse nella cella del carcere  L’uomo era da solo in cella perché, come  ha spiegato Santi Consolo, il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che ha aperto un’indagine interna sul suicidio, “aveva precedenti per violenza sessuale e aveva una situazione personale di forte disagio. Per questo, per tutelarlo, non era stato messo a contatto con altri detenuti”. Anche la Procura di Roma indaga. Il procedimento, affidato al pm Sergio Colaiocco, è al momento “modello 45”, ossia senza indagati e ipotesi di reato. E anche il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato un’indagine interna per ricostruire i fatti. Il giovane nel pomeriggio di domenica aveva avuto un colloquio di oltre un’ora con il suo avvocato e aveva incontrato poi anche una psicologa del carcere. La specialista avrebbe riscontrato “un forte stato di agitazione” ma nulla che facesse presagire il gesto estremo.  . Caiazza si trovava nel settimo reparto del carcere, nella sezione ‘nuovi giunti’, che domenica  pomeriggio contava 120 detenuti e due soli agenti in servizio: uno al piano, l’altro preposto al controllo al cancello di ingresso alla sezione. L’ultima firma di Caiazza è quella delle 20.30. Alle 20.45, al controllo successivo, è stato trovato con il lenzuolo attorno al collo legato alla grata della cella.