Ecco la strategia del terrorismo islamico dietro l’attentato contro l’Italia

“Non è un caso che gli attacchi più violenti stiano avendo luogo nel mese sacro dell’Islam, il Ramadan considerato dai jihadisti il “mese delle conquiste”. Così come non è un caso che i terroristi abbiano voluto colpire ancora una volta l’Egitto, impegnato su tuttì i fronti nella lotta contro il terrorismo, anche nella vicina Libia, roccaforte dell’Isis in Nord Africa, e simbolicamente anche l’Italia, cuore della cristianità agli occhi dell’Isis, che per questo non manca di citare spesso la profezia della “Conquista di Roma” nei suoi video di propaganda”, scrive Bernard E. Seiwan Khoury su “Il Mattino”.

Il livello di allerta in Egitto è ai massimi gradi

Secondo Giuseppe Acconcia, ricercatore presso l’Università Bocconi di Milano e rientrato pochi giorni fa dal Cairo, tuttavia è presto per dire se l’attentato aveva come principale obiettivo l’Italia. “L’area colpita è molto popolare e frequentata, e un attacco del genere ha un forte valore simbolico: rientra nella serie di attentati a bassa intensità e nella strategia della tensione che ha avuto inizio dopo la deposizione di Morsi.

Non si sa ancora se l’attacco fosse diretto proprio contro l’Italia

Vaste condanne sono giunte a seguito di questo attentato. L’ambasciata americana a II Cairo, con un comunicato emanato ieri, ha condannato l’attacco esprimendo il proprio cordoglio per le vittime e ribadendo il proprio supporto all’Egitto nella sua lotta al terrorismo e la sua amicizia all’Italia. Da parte sua il ministro dell’intemo egiziano il generale Majdi Abdel-Ghaffar, ha assicurato che tutti gli apparati di polizia egiziani sono al lavoro per indagare su quanto accaduto e soprattutto garantire il massimo livello di sicurezza in Egitto. Al riguardo, il ministro Abdel-Ghaflàr ha ordinato la formazione di una squadra spedale che indaghi su questo attentato. In questo clima di tensione che attanaglia il paese, le forze annate egiziane hanno annunciato lo smantellamento di una cellula terroristica definita dalle forze armate egiziane “pericolosa e guidata dalla Fratellanza Musulmana egiziana in Turchia”, i cui mèmbri si sarebbero addestrati in Siria.