Strage di Sousse, la Tunisia reagisce: 12 arresti e nuovi vertici in polizia

La Tunisia prova a reagire dopo la strage, e per dare un segnale di risposta all’affronto terrostico costato la vita a 38 turisto stranieri, Lazhar Akremi, tra i leader del partito Nida Tounes del presidente Essebsi, ha annunciato l’arresto di dodici persone coinvolte a vario titolo nella strage di Sousse. Non solo: a quanto si apprende, sarebbero scattati anche i primi provvedimenti del Ministero dell’Interno contro i responsabili della sicurezza nel paese: rimossi ieri i capidistretto di Sousse, MonastirKairouan. A Sfax, nel frattempo, le unità di sicurezza hanno posto in stato di fermo tre persone accusate di appartenere ad una cellula terroristica collegata allo Stato Islamico. Vediamo allora, suddiviso in punti, l’evolversi della situazione tunisina dopo l’eccidio di venerdì scorso.

La Tunisia prova a reagire: ecco come

1) Dodici persone sono state arrestate per la strage di Sousse, in cui sono morti 38 turisti stranieri. Lo ha reso noto Lazhar Akremi, tra i leader del partito Nida Tounes del presidente Essebsi, senza specificare quando e dove siano scattati gli arresti. Akremi ha spiegato anche che è stato emesso un mandato di arresto nei confronti di altre due persone che sarebbero state addestrate in Libia insieme con l’attentatore di Sousse, Seifedine Rezgui. «Il gruppo ha ricevuto l’addestramento in Libia e aveva gli stessi obiettivi, due persone hanno compiuto l’attacco al museo del Bardo, e una quello di Sousse».

2) Smantellata a Sfax cellula legata all’Isis. Le unità di sicurezza tunisine hanno arrestato a Sfax, dopo un attento lavoro di intelligence, 3 persone accusate di appartenere ad una cellula terroristica appena costituitasi, collegata allo Stato Islamico e composta di 6 unità, di cui 3 in fuga. Come rivelato da fonti di sicurezza tunisine, i presunti jihadisti arrestati sono stati trasferiti alla sede del nucleo antiterrorismo di Tunisi per essere interrogati.

3) Nuove nomine ai distretti di Polizia di Sousse, Monastir e Kairouan. Il ministro dell’Interno tunisino Mohamed Najem Gharsalli, che ha visitato a sorpresa Hammamet per verificare di persona la messa in atto del piano di sicurezza eccezionale deciso dal governo con l’invio di 1000 agenti nelle zone turistiche, è rimasto sorpreso dalla mancanza di personale di polizia nelle località ispezionate. Interrogato dal ministro, il responsabile della sicurezza del distretto avrebbe risposto che gli agenti stavano per arrivare e che non aveva ancora avuto il tempo di dislocarli sul territorio. Gharsalli, deplorando il fatto che lo Stato faccia sforzi per mobilitare più di mille agenti per poi non vederli materialmente sui luoghi di lavoro, ha promesso una nuova visita ad Hammamet per seguire l’evoluzione della situazione da vicino. Intanto, il ministro ha reso noto di aver aperto un’indagine amministrativa approfondita al fine di determinare le responsabilità nell’attentato terroristico. Di mercoledì la notizia di nuove nomine e trasferimenti ai vertici di tre distretti di Polizia di Sousse, Monastir e Kairouan.

4) Il sindacato Ugtt denuncia minacce di attentati alle sue sedi. Il sindacato tunisino Ugtt (Unione generale lavoratori tunisini), il più grande del paese, ha reso noto di aver ricevuto minacce terroristiche concrete contro le proprie sedi e nei confronti di alcuni dirigenti. A comunciarlo il portavoce dell’Ugtt, Sami Tahri, dopo una riunione del segretario generale del sindacato Houcine Abassi ed il premier tunisino Habib Essid che ha assicurato che il ministero dell’Interno assumerà ogni iniziativa necessaria a difesa del sindacato.

5) Scampa alla strage di Sousse e lancia l’idea della raccolta fondi per gli impiegati degli hotel. Un cittadino inglese, sopravvissuto alla strage di Sousse, Nathan Priestley, ha lanciato una campagna di raccolta fondi su internet per aiutare i dipendenti degli hotel coinvolti dall’attacco terroristico del 26 giugno scorso, l’Imperial Marhaba Hôtel e l’hotel Bellevue. «Queste persone hanno rischiato la loro vita, alcuni si sono adoperati per coprire i corpi delle vittime sulla spiaggia mentre il terrorista era in atto di sparare e hanno protetto i bambini che cercavano riparo», spiega Priestley, ricordando che ora «questi eroi ora non hanno più praticamente un lavoro poiché il 90% degli ospiti ha lasciato il loro hotel».

6) Il ministero della Sanità di Tunisi ha identificato intanto i corpi di tutte le 38 vittime dell’attacco terroristico al resort di Sousse avvenuto venerdì scorso. Si tratta in particolare di 30 cittadini britannici, tre irlandesi, un portoghese, due tedeschi, un russo e un belga. Le salme degli inglesi verranno rimpatriate con aerei messi a disposizione dalla Raf.