No o sì, Oxi o Nai? Segui la drammatica notte della Grecia LIVE

Ore 21:29 – Il vice Cancelliere tedesco dice che adesso immaginare nuovi tavoli di dialogo con la Grecià “è difficile”.

Ore 20:55 – Netta affermazione del NO, sopra il 60% con oltre la metà delle schede scrutinate

Ore 20:30 – Sarcastico commento del responsabile economico della Lega Nord, che centra il punto: la Grecia vota no alla proposta dei creditori, ma pretende di rimanere nell’euro e di avere altri soldi dai creditori cui ha detto no?

Ore 20:00 – Il NO ha vinto in tutte la Grecia. Nessuna regione si è espressa in maggioranza per il SI

Ore 19:30 – E’ già festa in piazza ad Atene. Ma il Paese è spaccato a metà, ed unito solo dalla paura del futuro.

Ore 19:00 – Le reazioni della Merkel sono durissime. Saranno giorni drammatici per la Grecia.

Ore 18:30 – Domani incontro Merkel-Hollande per discutere sulle conseguenze del voto greco. Ovviamente escluso Renzi.

Ore 18:05 – Primi exit poll danno in vantaggio il NO: 51,5% contro 48,5%. Affluenza al 65%.
“Too close to call” per tutti gli istituti di sondaggio greci: bisognerà attendere lo spoglio.

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Stasera in diretta su “Il Secolo d’Italia” seguiremo lo spoglio del referendum in Grecia. Più rumorosi i “NO”, più silenziosi i “SI”, che sembrano essere in vantaggio di pochissimo, secondo gli ultimi sondaggi. Risultato apertissimo, conta al’ultimo voto, con Tsipras, Alba Dorata, i comunisti e il piccolo partito nazionalista al Governo per il no, mentre Nea Democratia e l’ormai estinto partito socialista per il sì. Se i sondaggi danno il “no” e il “sì” vicinissimi, pare che più dell’80% dei greci non voglia uscire dall’euro e ancora meno dall’Europa.

Grecia è il paese europeo che più di tutti ha risentito della crisi

Eppure di sicuro i greci sono quelli che più di tutti hanno risentito della crisi post-2007 in Europa, seguiti proprio dagli italiani. I notevoli aiuti ricevuti dall’Europa (e anche dall’Italia) sono serviti a poco. L’economia è crollata, i vecchi partiti sono stati spazzati via e l’avvento di Tsipras non ha risolto alcun problema, né interno (riforme, spesa pubblica, produttività), né esterno (accordo con la troika, riduzione concordato del debito, nuovo piano di aiuti).

Dal 1830 ad oggi, la Grecia è già al suo quinto default: un vero e proprio record

Per completezza, bisogna anche ricordare che la Grecia non è nuova a situazioni del genere. Nella sua breve storia nazionale (è indipendente dal 1830, dopo l’intervento delle potenze europee contro l’Impero ottomano), è già al quinto default e per ben 48 anni negli ultimi due secoli è stata impegnata in programmi di ristrutturazione del debito. La sua economia è debole, la sua Pubblica amministrazione bizantina e i governi quasi sempre precari e di breve durata.