Studente sgozzato, fermati due albanesi: si segue la pista dello “sgarro”

Due zainetti sono stati trovati dai carabinieri nel bosco in cui è stato ritrovato il cadavere di Ismaele Lulli, uno studente di 17 anni, con un profondo taglio sul collo e, sembra, tracce di nastro adesivo sul tronco, in un boschetto in località San Martino in Selva Nera, a Sant’Angelo in Vado. Il ritrovamento dei due zaini starebbe portando gli investigatori sulle tracce del possibile omicida. La zona viene setacciata alla ricerca, anche, dell’arma del delitto. Due giovani albanesi vengono sentiti in queste ore dai carabinieri per l’omicidio del 17enne Ismaele Lulli. Per il momento non ci sarebbero provvedimenti di fermo, ma l’attenzione dei militari del Comando provinciale di Pesaro Urbino, guidati dal col. Antonio Sommese, è particolarmente concentrata su di loro.

Legato e sgozzato con crudeltà

Di Ismaele si erano perse le tracce da domenica pomeriggio, quando aveva inviato un sms ai familiari che diceva: “Cambio vita, vado a Milano, non mi cercate”. Ma non si esclude che a scriverlo siano stati i suoi assassini per ritardare le ricerche. Che ad agire siano state più persone, lo fanno pensare i segni di trascinamento del corpo: il ragazzo è stato ucciso accanto a una croce in ferro e poi gettato in un dirupo. Per farlo, dato che Ismaele era magro, anche se alto un metro e ottanta, dovevano essere almeno in due. Quanto al movente, si pensa ad uno sgarro per questioni di ragazze o a debiti non pagati per piccolo spaccio di droga. In ogni caso ad un chiarimento finito in tragedia, se non addirittura a un omicidio premeditato. Il giovane, infatti presenta sul corpo diverse tracce di nastro adesivo per pacchi, come se avessero tentato di legarlo. Oppure è stato legato e poi il caldo di questi giorni ha fatto gonfiare il corpo e i legacci sono saltati. Un delitto feroce: chi lo ha sgozzato lo ha fatto con violenza, tanto che Ismaele è stato quasi decapitato. Sul corpo altri tagli e escoriazioni, ma sarà l’autopsia, fissata per questo pomeriggio, a stabilire se si tratti di ferite da trascinamento o riportate durante la caduta nel dirupo, oppure di coltellate inferte post mortem. I carabinieri escludono altri scenari, tipo messe nere, simulazioni di atti terroristici o un gioco finito male.