Senato, caso Azzollini: la giunta dice sì all’arresto. Ora la parola passa all’Aula

Tutto come previsto. La giunta per le Immunità del Senato ha votato a maggioranza per l’arresto del senatore Antonio Azzollini (Ncd), coinvolto nell’inchiesta della Procura di Trani sul crac della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. Tredici i favorevoli (oltre a Pd e M5S, anche la Lega) e sette i contrari (Fi, Ncd, più Buemi del gruppo Autonomie e Ferrara di Gal). La decisione della Giunta dovrà ora passare al vaglio dell’Aula. Una decisione attesa, tanto che lo stesso Azzollini aveva inviato una lettera al presidente del Senato Pietro Grasso per annunciare le sue dimissioni da presidente della commissione Bilancio. “La commissione che ho l’onore di presiedere – scrive – ha bisogno di decisioni che richiedono dedizione assoluta e tempo pieno”. Pertanto, pur ribadendo “la piena convinzione della totale infondatezza dei fatti giudiziari” che lo riguardano, Azzollini ha deciso di lasciare per mettere al riparo la commissione da ogni attacco.

Le sue dimissioni, commenta il presidente della commissione Cultura del Senato Andrea Marcucci “rappresentano un gesto di responsabilità e di alto senso delle istituzioni”. “Sono convinto che riuscirà a dimostrare davanti alla magistratura, nei cui confronti ha sempre manifestato rispetto e fiducia, la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati”, osserva il capogruppo di Ncd-Ap Renato Schifani. E “stima” e “affetto” vengono espressi da colleghi del gruppo e da molti parlamentari di centrodestra: da Laura Bianconi a Federica Chiavaroli, da Antonio D’Alì a Paolo Tancredi. In attesa di individuare un nuovo presidente della commissione Bilancio, scelta che quasi sicuramente avverrà a settembre quando si dovranno confermare o meno tutte le presidenze di commissione di palazzo Madama, a sostituire Azzollini sarà il vicepresidente Gian Carlo Sangalli